SLOW GREEN THING – I | Aristocrazia Webzine

SLOW GREEN THING – I

 
Gruppo: Slow Green Thing
Titolo: I
Anno: 2014
Provenienza: Germania
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Me And The One Hit
  2. Inner Void
  3. Heart Of Stone
  4. The Mirror
  5. I Hate The Sun
DURATA: 29:24
 

Dalla Germania giunge alle nostre orecchie un nuovo quartetto composto da amanti dello stoner-doom e dell'hard rock settantiano il cui nome è Slow Green Thing. I quattro musicisti coinvolti in questo progetto sono Sven Weise (ex Burning Motors) alla chitarra e alla voce, Andreas Barkleit (ex Hammond Eggs) alla chitarra, Jörg Steinhauer (Redwave e Fyretyre) alla batteria e Kay (Berzerk ed ex Feet First) al basso.

La formazione di Dresda ha dato vita a un mini di cinque pezzi intitolato "I", il cui fascino è decisamente classico; è abbastanza semplice infatti farsi coccolare da sonorità che, in maniera evidente, traggono ispirazione da vere e proprie icone quali sono Black Sabbath e Kyuss, a cui potreste aggiungere a esempio i Monster Magnet. Il gruppo punta su riff coinvolgenti, una più che discreta ricerca dell'attimo psichedelico e un altrettanto discreta apertura al solismo di chitarra, che occasionalmente trova spazio fertile nel quale compiere la sua comparsa. In tal senso una canzone come "Heart Stone" riesce a esprimere al meglio il complesso delle voglie musicali che girano in testa agli Slow Green Thing, mentre la conclusiva "I Hate Sun", forse più delle altre, fa affiorare la gradevole sensazione che l'animo struggente e combattuto proveniente da Seattle, quella di sponda Alice In Chains, scorra all'interno delle composizioni; ascoltandola, certamente potrete capire cosa intenda dire.

"I" potrebbe essere l'inizio dell'ennesima bella storia che si presterà a far visita al nostro stereo più e più volte. Del resto, a parte qualche lieve sbavatura nell'interpretazione vocale di Sven che in un paio di circostanze è al limite del cantilenante e non proprio perfetto, la prestazione dei tedeschi risulta essere alquanto piacevole e fa presagire possibili miglioramenti a un lavoro di base che già così potrebbe tranquillamente interessare gli appassionati del genere. Gli Slow Green Thing al momento sono una band sulla quale riporre fiducia, sperando che — in un prossimo futuro — li si possa definire una brillante realtà: in bocca al lupo ragazzi!