SMOHALLA – Rèsilience

SMOHALLA – Rèsilience

Informazioni
Gruppo: Smohalla
Titolo: Rèsilience
Anno: 2011
Provenienza: Francia
Etichetta: Arx Productions
Contatti: www.myspace.com/smohalla
Autore: Mourning

Tracklist
1. Quasar
2. Au Sol Les Toges Vides
3. Le Repos Du Lezard
4. Oracle Rouge
5. Marche Silencieuse
6. L’Homme Et La Brume
7. Aux Mille Dieux
8. Nos Sages Divisent

DURATA: 45:27

SMOHALLA - Rèsilience Smohalla? Non so cosa voglia dire, non che me ne freghi particolarmente, se non fosse stato per l’ennesima notte insonne (o meglio il mio dormire è dall’età pre-adolescenziale che si basa su quattro o al massimo cinque ore di sonno ben fatte) avrei continuato a non conoscere, a non sapere che questi francesi esistessero e sarebbe stato un gran peccato.
So per certo che questi ragazzi nel recente passato hanno partecipato a due album tributo: uno dedicato agli Emperor dei quali hanno proposto “The Wanderer” rititolandola “Variations On The Wanderer Theme” nel 2009 e due anni prima agli Ulver con la scelta che ricadde su “Tragediens Trone” francesizzata in “Le Trône De La Tragédie”, entrambi i progetti furono supportati dall’Aspherical Asphyxia Productions.
E’ di quest’anno invece la prima release in formato full del combo intitolata “Resilience” ed è davvero uno spettacolo di disco, uno di quelli che gli amanti delle sonorità estreme sì ma che fuoriescono dal percorso arcinoto dell’old school black sapranno apprezzare.
Pensate a un composto esoterico ed evocativo che fonde partiture ambient, progressive, sinfoniche e si avvale di tratti industrial nelle retrovie, una sorta di collisione fra Blut Aus Nord, Ulver e Deathspell Omega che ha come risultante trequarti d’ora di musica orgasmica.
La forza del platter è quella di non focalizzarsi su di un unico modus operandi soprattutto per quanto concerne l’imbastimento del fattore atmosferico.
E’ variopinto e decisamente elaborato il mondo che dipingono passando dalla rappresentazione in salsa space dell’opener “Quasar” alla allucinogena visione imposta da “Au Sol Les Toges Vides” nella quale vi è la partecipazione nel ruolo di guest vocals di Oscar Martin, cantante/chitarrista degli spagnoli As Light Dies, fino al manto epico che ricopre “Oracle Rouge”, pezzo nel quale l’uso di dissonanze e una sorta di caos entropico sembrano venir fuori in maniera prorompente.
Più si va avanti e più ci si può immergere in questo mare dall’apparente tranquillità, prendete a esempio il pacato strumentale “Marche Silencieuse”.
E’ sinistro, scuro, sembra attendere chissà quale smottamento improvviso, non avviene all’interno del brano stesso ma con la successiva “L’Homme Et La Brume” si cambia registro.
S’infervora, smonta, rimonta assumendo più forme e sfruttando i synth con un approccio molto progressivo, l’aria si surriscalda e i giri aumentano improvvisamente per poi dar vita a cosa? A voi scoprirlo.
Un disco come “Resilience” è privo di filler, un sali e scendi di emozioni che dall’inizio alla fine catturano l’ascoltatore e la voce pur non essendo fra le “regine” della situazione in corso riesce a mettere a segno quelle zampate al momento giusto alternando scream, fase corale e il clean cupo che s’incastrano perfettamente di volta in volta con il fraseggio in esecuzione.
Un paesaggio da mirare e rimirare più e più volte quello che gli Smohalla hanno raffigurato in “Resilience”, un lavoro che non deve passare inosservato e che consiglio vivamente a tutti coloro che amano la scena black distante anni luce da qualsiasi forma conservatrice.
Se avete amato o amate gli act citati nel testo, questi francesi fanno decisamente per voi.

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