Sodomisery - The Great Demise

SODOMISERY – The Great Demise

Gruppo:Sodomisery
Titolo:The Great Demise
Anno:2020
Provenienza:Svezia
Etichetta:Testimony Records
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TRACKLIST

  1. Reaper’s Key
  2. Into The Cold
  3. Sacrifice
  4. The Messenger
  5. In The Void
  6. The Great Demise
  7. Until They Burn
  8. Arise
  9. The Abyss
DURATA:45:19

Agnellini che saltano nell’abisso, un antipasto iconografico che fornisce più di qualche indizio sui propositi degli svedesi Sodomisery, che con The Great Demise arrivano al traguardo del primo album per Testimony Records a tre anni da un EP omonimo bello cattivo, e con una line up sostanzialmente rivoluzionata. Già, perché Harris Sopovic, dopo i buoni risultati di quel lavoretto che vedeva coinvolti, tra gli altri, anche Niklas Sandin dei Katatonia e quel Pär Johansson che fa il batterista per le uscite dal vivo dei Craft, ha deciso di trasformare i Sodomisery da progetto estemporaneo a gruppo con pieni poteri.

The Great Demise in parte ricalca il discorso di Sodomisery ma lo amplia anche, in una direzione che è quella più catchy e melodica del black metal moderno, affogato nel death di matrice svedese. Il risultato è un album mediamente ciccione nei suoni, come testimonia l’incipit di “Reaper’s Key”, con un comparto vocale di cui è responsabile Sopovic stesso (mentre sull’EP cantava Johann Fridell) che si muove su un growl poco profondo sicuramente versatile, ma alla lunga anche un poco stucchevole. Ci sono gli assoli e i fraseggi di chitarra, appannaggio sempre di Sopovic e di Magnus Grönberg, c’è il drumming ossessivo e puntuale di Viktor Eklund (con un curriculum da musicista già piuttosto cospicuo), e c’è tanta melodia; nonostante questo The Great Demise non è un album allegrone, perché la scrittura tende comunque a omogenizzare lo zucchero con tanto sale e occasionali spruzzate di fiele (“In The Void”). I brani si aggirano su minutaggi medio-bassi, per rendere più digeribile il tutto, ma anche i pezzi più lunghi come l’omonimo “The Great Demise” e il successivo “Until They Burn”, con una costruzione più lenta e articolata, funzionano senza particolari intoppi.

Nel complesso The Great Demise è un buon lavoro, pur non presentando particolari novità da alcun punto di vista; personalmente preferivo le atmosfere grigie e meno speranzose dell’EP del 2017, se possibile ancora più quadrate, ma come debutto direi che ci siamo, e un salto nell’abisso lo facciamo volentieri insieme ai già citati agnellini e ai Sodomisery.

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