SODOMIZED CADAVER – Verses Of Vorarephilia

 
Gruppo: Sodomized Cadaver
Titolo: Verses Of Vorarephilia
Anno: 2017
Provenienza: Regno Unito
Etichetta: Immortal Souls Productions
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TRACKLIST

  1. Sodomized Intro
  2. Cannibal Butcher
  3. Torture
  4. Tribunal Savagery
  5. Visceral Shredder
  6. Weapons Of Mass Decomposition
  7. Sodomized Outro
  8. Skull Fracture Massacre
  9. Half Dead Burial
  10. Martyrdom
  11. Vile Intercourse
  12. Vampire Of Düsseldorf
  13. Rapid Guttural Disfigurement
  14. Raped By Ebola
DURATA: 36:21
 

I Sodomized Cadaver sono dei giovinastri gallesi di belle speranze che pubblicano sotto Immortal Souls in unica soluzione i loro primi due ep, dediti a un canonico quanto piacevole death metal. In un'insolita formazione a due, che vede come membro stabile solamente il batterista Gavin "Cadaver" Davies, i Nostri sono stati autori di "Vorarephilia" nel 2014 e "Verses Of Putridity" nel 2016, da cui l'oculata scelta di chiamare la raccolta "Verses Of Voraephilia".

Si potrebbe aprire una lunghissima digressione sul fatto che oggi dei ragazzi a più o meno venticinque anni siano ancora alle prese con degli ep e che i risultati siano discreti, come quel ragazzo che a scuola promette bene, e prende un voto un po' più alto come incoraggiamento a continuare così, quando i capolavori del metal estremo sono stati spesso pubblicati da adolescenti, ma non è questo il luogo. I Sodomized Cadaver, dal canto loro, sono figli del proprio tempo e, quindi, con ancora enormi margini di miglioramento.

I Gallesi possiedono degli ottimi spunti, ma non sempre riescono a tradurli in altrettante idee concrete, e a volte si adagiano su strutture ripetitive: trovano un buon riff e lo ripetono, trovano un buon giro di batteria e lo ripetono, trovano una buona strofa e la ripetono, e così via. Poi, quando decidono di variare e mettere insieme il riff, il giro di batteria e la strofa ne esce del death metal assolutamente giusto, di quello quadrato, moderno, che potrebbe ricordare (paragone da prendere con le pinze) gli Immolation. Anzi, il riffone di apertura in "Cannibal Butcher" sembra proprio qualcosa che potrebbe aver scritto Bob Vigna.

La produzione è pulita, robusta, e dà al lavoro del duo (in entrambe le sue versioni) il giusto risalto: di nuovo, il limite più grosso dei Sodomized Cadaver è di essere ancora acerbi e di non sfruttare appieno questa possibilità, adagiandosi un po' troppo sulle buone intuizioni senza prendersi realmente qualche rischio. C'è da dire che il materiale qui contenuto risale ormai a due e quattro anni fa, e che i lavori per il primo vero album in studio dovrebbero essere ormai conclusi, ragion per cui "Verses Of Voraephilia" non è altro che un antipasto in preparazione a qualcosa di più corposo e, ci auguriamo, più maturo. Sarebbe un peccato non sfruttare questo potenziale.

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