SOJOURNER – Empires Of Ash

 
Gruppo: Sojourner
Titolo:  Empires Of Ash
Anno: 2016
Provenienza:  Nuova Zelanda / Svezia / Italia
Etichetta: Avantgarde Music
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TRACKLIST

  1. Bound By Blood
  2. Heritage Of The Natural Realm
  3. Aeons Of Valor
  4. The Pale Host
  5. Homeward
  6. Trails Of The Earth
  7. Empires Of Ash
DURATA: 58:01
 

Una premessa doverosa: i Summoning per il sottoscritto sono qualcosa di molto vicino a una manifestazione del divino, quindi capirete e scuserete un evidente quanto inevitabile trasporto nella trattazione di certi argomenti. Proprio in virtù di quanto appena detto, è imprescindibile per me sottolineare che tanti hanno provato ad avvicinarsi a Silenius e Protector, sebbene i risultati siano spesso stati parodiali, a volte buoni, ma raramente davvero paragonabili per intensità a quanto creato dal duo austriaco. Eccezioni meritevoli in tal senso sono rappresentate dai Caladan Brood in primis e in seconda battuta da realtà come Saor ed Emyn Muil, ovvero formazioni che hanno saputo esternare una certa capacità di modellazione di tale materia musicale.

Ebbene, questo preambolo mi serve per annunciare che da oggi a tale ristretta cerchia di artisti possiamo aggiungere i Sojourner, quartetto di musicisti di nazionalità varia che ha esordito nell'anno appena terminato con una perla intitolata "Empires Of Ash"; una perla che la nostrana Avantgarde Music — che ormai sappiamo essere discretamente attenta a certi talenti — non si è fortunatamente lasciata sfuggire l'occasione di stampare. E lasciatemi ripetere di nuovo che questa opera è splendida, perché non è possibile non essere rapiti da questa ora di musica che unisce un'epicità fiera di inevitabile stampo fantasy a visioni ancestrali di brughiere umide e sconfinate, le quali paiono essere eternamente custodite da una nebbia inebriante, una silenziosa guardiana a un mondo sì decaduto, ma così splendente da meritare ancora oggi di venire raccontato a quei cuori che ne sanno udire l'arcaico canto.

Questo debutto è un viaggio delicatamente sconvolgente, un'epopea suggestiva che si snoda tra avvolgenti e cadenzati mid-tempo e più rare accelerazioni maggiormente battagliere: un connubio del genere si dimostra un'ossatura perfetta attorno a cui sviluppare una componente atmosferica che diventa ovviamente il cardine stesso della proposta. L'ascoltatore estasiato viene dunque trasportato attraverso ere e mondi così remoti nel tempo e nello spazio che nemmeno la Natura ne rammenta più l'esistenza; ambientazioni che ricordano un'unione tra le meraviglie della Nuova Zelanda e la più atavica distesa erbosa dell'Irlanda settentrionale (giusto per non dover per forza di cose scomodare la Terra di Mezzo) fanno da cornice a un susseguirsi di esseri viventi e di millenni nel cui turbinante trascorrere non possiamo fare altro che perderci.

"Empires Of Ash" si sviluppa seguendo un canovaccio incredibilmente ispirato, semplice nella sua composizione ma elegantemente incisivo, un flusso artistico omogeneo e assolutamente personale, almeno per quanto riguarda sonorità che — seppure con risultati alterni — sono ormai state esplorate in lungo e in largo. Dalle propensioni più Folk di "Heritage Of The Natural Realm" agli istinti più concitati di "Trails Of The Earth", passando per le melodie malinconicamente valorose di "Aeons Of Valor" e sostando dalle parti dell'etereo e commovente splendore di "The Pale Host", i Nostri affrescano un'opera semplicemente bellissima; il tutto senza strafare e senza ricorrere a soluzioni pompose, bensì utilizzando stilemi di genere ben collaudati, ma imbevuti di pura e strabordante energia creativa.

"Empires Of Ash" è un esordio meraviglioso del quale non mi stancherò mai di tessere le lodi, che non ha molto da invidiare alle più celebri espressioni di questo particolare tipo di Black Metal; un album che permette già ai Sojourner di sedersi senza timore ai piedi del trono da cui le due entità austriache citate all'inizio del testo regnano su queste lande musicali da ormai più di vent'anni, imperi che al di sotto delle proprie ceneri celano gloria imperitura. E chissà che prima o dopo il diritto alla sovranità su tali imperi debba essere spartito con altri legittimi pretendenti…

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