SOLACE AND STABLE – The Sistematic Erosion Of Integrity

Informazioni
Gruppo: Solace And Stable
Titolo: The Sistematic Erosion Of Integrity
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: myspace.com/solaceandstablemetal
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Systematic Erosion Of Integrity
2. American Beauty
3. Alive In Brokenness
4. Transcending Obstructions
5. Culture Of Corruption
6. Satisfiction
7. The Apparatus
8. Volatile
9. The Hollow Present
10. Design And Deceit
11. Past Of Persistence
12. Solstice

DURATA: 44:29

Metalcore progressivo cristiano, ok, una tripletta simile avrebbe steso in tantissimi per tre semplici motivi: A) il metalcore è un genere talmente saturo e in fase d’implosione evidente che c’ha abbastanza rotto le scatole da tempo, B) progressivo? Perché farsi ulteriormente male usando spesso a sproposito tale aggettivo? C) personalmente non è un problema ma in quanti lo skipperebbero a priori solo per le tematiche trattate? Beh, fate due più due e avrete capito come le premesse d’approccio con i Solace And Stable non fossero delle migliori.
La fortuna stavolta si è ricordata di me, attendevo il classico esempio di riff triti e ritriti, breakdown a manetta e vocine da ragazzini delle elementari durante la merenda e invece almeno in parte posso ritenermi soddisfatto dell’ascolto di “The Systematic Erosion Of Integrity”.
Perché? Ho avuto nelle orecchie un album che, oltre a essere ben suonato e prodotto, il mastering è stato affidato a Jamie King (Woe Of Tyrants, Between The Buried And Me, Wretched e Devin Townsend), possiede un utilizzo delle melodie frequentemente indovinato, delle buone prestazioni individuali, con i chitarristi in fase solista e d’intarsio si fanno apprezzare in brani come “American Beauty”, “Trascending Constructions” e “The Hollow Present”, e un discreto equilibrio che impone sia martellate in velocità che tempi cadenzati ad appesantire l’atmosfera e frangenti catchy mai esageratamente stucchevoli.
Il buon operato dell’asse ritmico mantiene l’attenzione viva, nulla di trascendentale e che fuoriesca dalle coordinate stilistiche note ma quanto meno esposto con disinvoltura e un po’ di piglio rispetto alle solite minestre riscaldate e mantenute ahimé tiepide.
Inutile girare attorno al fatto che la musica del quartetto sia di base alquanto derivativa, è ovvio, nomi ben più noti come i già citati Woe Of Tyrants e Between The Buried And Me ai quali si aggiungono i Conducting From The Grave probabilmente vi verranno in mente in più di una circostanza, d’altro canto “The Systematic Erosion Of Integrity” insieme a quei tre pezzi chiamati in causa rifila una doppietta scoppiettante formata da “The Apparatus” e “Volatile” nella zona mediana che lascia il segno e poi? Nulla più, questo basta a consegnare agli ascoltatori un disco piacevole.
Ciò che risulta assente è il tentativo di diluire, anche solo in minima parte, le cadenze ripetute con soluzioni che garantiscano una maggiore profondità, magari scavando sì ma non sfruttando gli inutili break-down, sarebbero stati più utili dei veri e propri rallentamenti pachidermici al limite con lo sludge per offrire agli attimi più dilatati quella sostanza e corposità che sembrano latitare.
In fin dei conti il debutto dei Solace And Stable è pur sempre superiore alla scalcinata media, in costante ribasso qualitativo, che il metalcore odierno è capace di offrire, se siete fra quelli che continuano imperterriti a seguire questo mondo “The Systematic Erosion Of Integrity” non dovrebbe proprio dispiacervi, ve ne consiglio quindi l’ascolto e chissà, forse potrebbe anche scapparvi l’acquisto. Tutti gli altri? Passino avanti senza troppe remore.

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