SOLACIDE – The Finish Line

 
Gruppo: Solacide
Titolo: The Finish Line
Anno: 2016
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Via Nocturna
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TRACKLIST

  1. Of Wolf And Lamb
  2. Disgust
  3. Dreamless
  4. Void
  5. The Maze
  6. Self-Proclaimed None
  7. Grey
  8. The Finish Line
DURATA: 48:00
 

Correva l'anno 2009 quando Aristocrazia incontrò per la prima volta i Solacide e il loro "Baptized In Disgust". Quest'anno tornano sulla scena con il debutto sulla lunga distanza intitolato "The Finish Line".

Come ci racconta la precedente recensione, il gruppo finlandese basa la propria proposta su un Black Metal melodico nel quale possiamo notare lievi accenni Death e un'attitudine spesso e volentieri tendente al mondo Prog; quest'ultima caratteristica si palesa in più occasioni e in diverse modalità, tuttavia rimane una componente che viene sfruttata nelle giuste dosi, per donare un discreta personalità al sound. Sono infatti interessanti i numerosi interventi di chitarra acustica e il virtuosismo degli assoli — entrambi presenti fin da "Of Wolf And Lamb" — così come le ritmiche che qua e là si rendono più elaborate. Le ottime abilità tecniche vengono quindi perfettamente sfruttate nei momenti giusti, lasciando che il lato più emotivo emerga in aperture più ariose, nelle quali appaiono cori dal tono vagamente epico e solenne come accade in "The Maze" e "The Finish Line"; pochi invece gli inserimenti di tastiera degni di nota in tal senso, rilevanti solamente nelle atmosfere misteriose di "Dreamless".

Se è vero che l'album riesce a rendersi interessante grazie a questi elementi, è altrettanto vero che sono le fondamenta che reggono il tutto a rappresentare uno dei punti di forza della band. Mi riferisco ad esempio alle buone capacità compositive che mettono in mostra una discreta varietà nei brani: a partire dalle ritmiche spesso orientate all'headbanging ma che non disdegnano accelerazioni più possenti, passando per le chitarre che si dilettano in riff in tremolo orecchiabili (da citare ancora una volta "The Maze" e "Dreamless") e assoli godibilissimi, arrivando a un basso che ha la possibilità di spiccare senza strafare. Ultimo ma non per importanza il contributo vocale: uno scream che non ha particolari qualità, ma fa il suo sporco lavoro in modo più che decente; ben studiati anche gli inserimenti di voce pulita.

"The Finish Line" è senza dubbio un'opera moderna e la produzione curata e pulita calza alla perfezione; brani come "Disgust" e "Self-Proclaimed None" sono la perfetta rappresentazione di quanto detto finora e testimoniano come i Solacide abbiano senza dubbio raggiunto la maturità. Pur non inventando niente, la loro proposta è personale e particolarmente efficace: la capacità di sfruttare le abilità tecniche, mantenendo allo stesso tempo la fruibilità che li contraddistingue, è un fattore che garantisce il successo di questo lavoro.

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