Solothus - Realm Of Ash And Blood

SOLOTHUS – Realm Of Ash And Blood

Gruppo:Solothus
Titolo:Realm Of Ash And Blood
Anno:2020
Provenienza:Finlandia
Etichetta:20 Buck Spin
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TRACKLIST

  1. Father Of Sickness
  2. The Watcher
  3. The Gallows’ Promise
  4. Last Breath
  5. Below Black Waters
  6. Chasm Of Shattered Bones
  7. A Rain Of Ash
DURATA:42:43

I Solothus, è proprio il caso di dirlo, li seguiamo dai tempi del demo. Pur se non con regolarità qui sul sito, abbiamo tenuto d’occhio i pellegrinaggi della band di Turku nel corso degli anni, che tra un cambio di formazione e l’altro li hanno portati prima su Memento Mori, poi su Doomentia e infine, per questo terzo album, oltreoceano, dalle parti di 20 Buck Spin.

La musica di Realm Of Ash And Blood è stata ancora una volta interamente composta da Veli-Matti Karjalainen, unico membro fondatore rimasto assieme al cantante Kari Kankaanpää, che a sua volta si è invece occupato dei testi dell’album. Grazie a questo sodalizio così duraturo, la proposta del quintetto finlandese è sempre rimasta coerente nel tempo: anche il nuovo album si basa su un death-doom muscolare, che non disdegna assoli e riffoni molto classici e ne fa una sorta di versione più sporca e incazzata dei redivivi Gates Of Slumber, oppure una declinazione più accessibile e meno estrema degli altrettanto redivivi Runemagick.

I Solothus mettono insieme quasi tre quarti d’ora di musica ancora una volta dediti a una poetica di cappa e spada, che si sposa perfettamente tanto con le dilatazioni doom quanto con la ferocia delle parti death metal, e ci spediscono così nel regno di ceneri e sangue del titolo, dove siamo spettatori di massacri (“The Gallows’ Promise”), testimoni della rivelazione di antiche divinità (“The Watcher”) e altre pirotecniche avventure prese di peso da un racconto di Robert E. Howard. Non a caso, l’illustrazione di Adam “Nightjar” Burke sembra proprio ritrarre un barbaro cimmero al termine di un massacro.

Tra assoli epici e bridge lunghissimi, i Solothus creano atmosfere immaginifiche, a tratti vigorose e battagliere, a tratti decadenti e sconsolate, sempre bilanciando in modo perfetto le varie sfumature; il risultato è che Realm Of Ash And Blood è un viaggio affascinante, che farà la felicità di tutti gli amanti del doom più ibrido così come dei deathster più incalliti in cerca di qualcosa di più arioso ed epico. Il master di Dan Lowndes, che in questo periodo di quiete dei suoi Cruciamentum è ormai un produttore e ingegnere del suono attivissimo, come sempre sottolinea e dà corpo a tutti gli elementi, e per dirla tecnicamente l’album suona davvero grosso.

All’appuntamento con il fatidico disco della maturità i Solothus si presentano come si presenterebbe qualsiasi guerriero: senza paura, a testa alta e pronto alla battaglia.

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