SONNOCOLLA – E.R.A.

 
Gruppo: Sonnocolla
Titolo:  E.R.A.
Anno: 2013
Provenienza:   Italia
Etichetta: Seahorse Recordings
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TRACKLIST

  1. Bruceranno I Giorni
  2. Le Mani Stanche
  3. Nutrire Il Nulla Apparente
  4. Polvere Nel Vento
  5. Il Disordine Delle Cose
  6. Vertigini Orizzontali
  7. L'Amore In Letargo
  8. Buio (Il Bodhisattva Assente)
  9. Il Gusto Della Ragione
DURATA: 30:43
 

"E.R.A." rappresenta il primo album dei Sonnocolla, formazione nata a Olbia nel 2006, dopo tre demo autoprodotte: il primo grande passo di una band che si affaccia con personalità in quell'affollatissimo — e disomogeneo — calderone che può essere definito rock alternativo. Volendo restringere il campo, siamo dalle parti di quei gruppi che tentano, tramite una forte enfasi sulla ricercatezza dei testi, di collocarsi a metà strada tra il rock indipendente (con tutte le sfumature di significato possibili) made in Italy e l'impronta cantautorale.

E da questo punto di vista non si può certo dire che i Sonnocolla non abbiano centrato il bersaglio: ritmiche a volte dure, a volte più melodiche, fanno da sottofondo a liriche efficaci e ben scritte. Certo, non aspettatevi la poetica di un De André: le parole cantate da Francesco Erca sono semplici, dirette, tese a trasmettere quello spettro di sentimenti che va dalla confusione esistenziale alla malinconia, passando per tutti gli stati del male di vivere che tante band dell'indie rock italiano (dagli Afterhours in giù) hanno già cantato.

Il disco parte subito bene, con un bel riff di chitarra che si incastra a dovere con il ritmo regolare e cadenzato della batteria e una linea melodica della voce che ti entra subito in testa, molto orecchiabile. Inizia invece più sommessamente "Le Mani Stanche", il secondo brano, che però presto si apre nel ritornello: anche qui possiamo notare, come prima, la buona prova di Enzo Desini alla batteria. Cominciano però a emergere i primi difetti della proposta: anzitutto, una produzione che, complice anche il timbro di Erca, rende talvolta poco intelligibili le liriche; in seconda istanza, una composizione che, in quasi ogni canzone, regala alcuni elementi che fanno storcere il naso. Esemplare è la malinconica "Il Nulla Apparente": è lapalissiano che il verso portante e il ritornello abbiano ricevuto molte più attenzioni della – classica – variazione prima dell'ultimo coro, che risulta quasi slegata dal contesto, come se fosse messa lì giusto perché deve esserci; analoga impostazione di scrittura è riscontrabile in "Polvere Nel Vento" e "L'Amore In Letargo", con buoni riff, versi e ritornelli, ma dal contorno scialbo.

"E.R.A." è come una bella serie televisiva che sa farsi volere bene, ma che a ogni episodio propone un neo, una sbavatura, che purtroppo rende il tutto non convincente al 100%. Ed ecco quindi che troviamo la malinconica "Il Disordine Delle Cose" che sa un po' di già ascoltato, la strumentale "Vertigini Orizzontali" che è ben suonata tuttavia davvero poco incisiva, l'ottima "Buio" che sopravvive agli assalti nel finale di una chitarra solistica che, parafrasando il testo del brano, «infierisce su di un corpo che esanime non sentirà più nessun dolore». A chiudere il disco una canzone tutta energia, con un ritornello da stadio, che risulta sì convincente — al netto della chitarra durante gli assoli, non paga dei danni in "Buio" — ma anche totalmente slegata dal resto dell'album.

Forse nel corpo della recensione sono sembrato un po' duro con i Sonnocolla. "E.R.A." è comunque un buon disco d'esordio, dalla spiccata personalità, che pecca però di alcuni difetti – forse di gioventù – che minano parzialmente quanto di positivo seminato dai sardi brano dopo brano. C'è da insistere sui punti di forza, magari rimuovendo il superfluo e limando alcune debolezze.

 

 

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