SOPHYA BACCINI’S ARADIA – Big Red Dragon

 
Gruppo: Sophya Baccini's Aradia
Titolo:  Big Red Dragon
Anno: 2013
Provenienza:   Italia
Etichetta: Black Widow Records
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TRACKLIST

  1. William
  2. Angel Of The Revelation
  3. Satan
  4. Love Of Hecate
  5. The Number
  6. La Porta Dell’Inferno
  7. Just
  8. Cerberus
  9. While He's Sleeping
  10. Au Matin Du Premier Jour
  11. Beatrice
  12. Big Red Dragon
  13. Jerusalem
DURATA: 01:12:15
 

Si può rimanere incantati da un ascolto e non aver voglia di togliere il cd dallo stereo per giorni e giorni? Credo sia successo un po' a tutti di avere un disco capace di ossessionare la mente, incatenandola: l'ultima volta al sottoscritto è capitato con "Big Red Dragon" dei Sophya Baccini's Aradia.

Sophya Baccini, cantante-pianista dei partenopei Presence, è coadiuvata in questa avventura da Chicco Accetta alla chitarra, Francesca Colaps alla batteria, Stella Manfredi al violino e alla viola, e Marilena Striano al piano (in "Beatrice"). Inoltre è accompagnata da una schiera di ospiti illustri: Christian Decamps (Ange), Aurelio Fierro jr., Elisa Montaldo (Il Tempio Delle Clessidre), Steve Sylvester (Death SS, Sancta Sanctorum), Roberto Tiranti (Labyrinth, Ken Hensley Live Fire), Enrico Iglio (Presence), Sonja Kristina (Curved Air), Irvin e Lino Vairetti (Osanna).

L'album è una vera e propria opera d'arte nata per puro caso, poiché l'ispirazione integralmente legata alle visioni pittoriche di Sir William Blake pare sia stata decisa dalla sorte: è infatti bastato aprire un libro e trovarsi dinanzi a una citazione dell'artista inglese per innescare un processo musicale, figurativo ed emotivo che ha condotto la Nostra a plasmare un lavoro che sarebbe limitativo definire appagante esclusivamente per la sua prestazione sonora. Immaginate di trovarvi in un'immensa stanza alle cui pareti sono state appese le tele del genio britannico, avete lì a portata di mano lo stereo, lo accendete e una volta iniziato lo scorrere delle tracce vi sentite come pervasi dalla sensazione che il legame fra figura e nota diventi di passo in passo sempre più vivido, scandito attraverso una musica di natura multisfaccettata, in cui convivono il prog anni Settanta, il folk apocalittico, il blues nella sua forma più scura e avvinghiante, e tratti caratterizzati da ondate di classic rock e sommesse sfumature metal. Sopra a essa si poggiano testi interpretati in maniera teatrale e personale dalle singole voci, che di volta in volta prendono posto dietro al microfono: un po' come se la Baccini e soci si fossero insediati nella vostra testa, erigendovi un palco sul quale esibirsi con lo scopo di rapire la vostra attenzione in maniera così completa e disarmante da portarvi a non voler far altro che approfondire questo lungo e intenso momento, ripetendolo ancora e ancora nel tempo.

In scaletta si possono apprezzare sia la sensibilità esposta in brani come "Love Of Hecate", "Just" e "Beatrice", contrastata dal fluire energico e oscuro di altri come "Satan", "The Number" e "Cerberus" (noterete anche quanto il nostro Dante Alighieri sia parte della sua realizzazione), che l'esposizione di delusione ("Au Matine Du Premier Jour") e incanto ("Beatrice"). "Big Red Dragon" è semplicemente questo: un continuo volteggiare che lascia spazio al libero fantasticare". Del resto, prendendo spunto dalla citazione di Blake, l'immaginazione non è uno stato mentale, è l'esistenza umana stessa. Ognuno di noi ha il diritto-dovere di modellarla a proprio piacimento: solo così è possibile trarre un ricordo indelebile da esperienze quali l'ascolto di una simile maestosa creatura.

Sophya Baccini fa parte di quel ristretto gruppo di artisti dal talento sconfinato che l'Italia dovrebbe cullare di più: con questo disco ha fatto in modo che cultura e fruibilità divenissero pacifiche coinquiline, offrendoci così la possibilità di godere di un album dalle qualità sopraffine, ma non inutilmente pomposo, un lavoro da possedere e consumare. Sono sicuro che gli appassionati l'avranno già acquistato, non mi resta quindi che consigliare di fare altrettanto a chiunque ami l'arte con la "a" maiuscola. Stupendo.

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