SORDIDE – La France A Peur

 
Gruppo: Sordide
Titolo: La France A Peur
Anno: 2014
Provenienza: Francia
Etichetta: Avantgarde Music
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TRACKLIST

  1. Ni Nom Ni Drapeau
  2. Blâme
  3. Gloire
  4. L'Innocence
  5. La France A Peur
  6. Pauvre Histoire
  7. Violence
DURATA: 43:39
 

Esordio d'oltralpe in casa Avantgarde: i Sordide sono uno dei gruppi più freddi, asciutti e indisponenti che vi potrà capitare di ascoltare. Il trio di Rouen — di cui fa parte anche un membro dei Void Paradigm, che forse qualcuno dei nostri più affezionati ricorderà — sbuca letteralmente dal nulla, andandosi a piazzare direttamente sotto l'egida dell'etichetta milanese per il proprio esordio assoluto.

"La France A Peur": la Francia ha paura, di cosa bene non si sa, ma i blackster della Normandia ne sono fortemente convinti. Aspettatevi un album dal gusto acre e dai suoni assolutamente taglienti, caratteristica che può ben spiegarsi con la genesi del disco: sette tracce registrate in analogico, in presa diretta e spalmate sul cd senza nessuna intercessione da parte di qualsivoglia tecnico del suono, tolto il misterioso Master Of Goats, ignoto figuro che si è evidentemente occupato della cattura del caos in sala. Il risultato, come accennato, è un lavoro particolarmente avaro di variazioni, dai suoni secchi come i rami degli alberi in gennaio e dall'incedere rabbioso. Nonostante il trio tenti alcune soluzioni differenti lungo l'arco dei quasi tre quarti d'ora di registrazioni, date le premesse è ovvio che il disco suoni particolarmente organico e compatto, a suo modo molto d'effetto.

Non mancano i riff d'assalto, in particolare "L'Innocence" ricorda molto da vicino un particolare brano dei Rotting Christ più recenti (l'apertura dell'ultimo "Katà Ton Daimona…"), ma in generale l'album si fa notare per la presenza in primo piano di un basso dirompente e insolitamente protagonista. Il reparto vocale, nella sua ripugnanza, oltre a essere curiosamente appannaggio di tutti e tre i membri del gruppo, pesca a piene mani dal repertorio dei Peste Noire di La Famine, mentre il suono nel complesso, esclusa la citata parentesi greca, si rifà a una Scandinavia di tempi ormai molto lontani.

Diversi sono dunque gli aspetti che potrebbero suscitare interesse dall'ascolto dei Sordide, il cui lavoro è a conti fatti solido e a suo modo curioso. E si sa: chi ben comincia…

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