Il secondo etereo atto di Soundscapism Inc.

SOUNDSCAPISM INC. – Desolate Angels

Gruppo:Soundscapism Inc.
Titolo:Desolate Angels
Anno:2017
Provenienza:Portogallo
Etichetta:Ethereal Sound Works
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TRACKLIST

  1. Evening Lights
  2. Supernovas At Fever Pitch
  3. The Mourning After Pt. II
  4. Zwischenspiel I
  5. Desolate Angels
  6. Man In The Glass
  7. Zwischenspiel II
  8. February North
  9. Quintessence
  10. Low-Fi Man, Hi-Tech World
  11. Zwischenspiel III
  12. Desolate Angels (Reprise)
  13. Sleep Arrives Under Your Wings
DURATA:58:34

Bruno Almeida ha intenzioni chiare, avendo intrapreso un percorso che avanza passo dopo passo. Il secondo atto rilasciato sotto il nome di Soundscapism Inc. ce ne fornisce un’evidente dimostrazione, tanto che Desolate Angels è ciò che ci si attendeva come prosieguo di quanto realizzato con il debutto eponimo.

Il materiale messoci a disposizione nelle tredici tracce racchiuse in scaletta è di natura prettamente atmosferica e strumentale, teso quindi a favorire l’immaginazione e ad accompagnare l’ascoltatore in un viaggio da sogno malinconico, alle volte dolciastro altre volte meno. Il corredo grafico completa e aumenta perfettamente l’impatto emotivo dal quale si viene letteralmente avviluppati.

Da un lato pare palese che le influenze di base del suono siano rimaste percettibilissime e si sia volutamente deciso di ridurre la presenza vocale (affidata all’ugola di Flàvio Silva, già incrociato nel recente passato, e ad Almeida stesso), per puntare con maggior decisione sulle emozioni trasmesse dalle note, relegandola a un ruolo talvolta quasi marginale, tuttavia intrigante nei momenti parlati di “Quintessence” e “February North” quanto in quelli cantati di “Evening Lights” e “Sleep Arrives Under Your Wings”, forse un po’ meno nella versione filtrata di “Supernovas At Fever Pitch”. Dall’altro invece porre al centro dell’attenzione le caratteristiche cinematico-ambientali, infoltendo il tessuto di intermezzi acquietanti (i tre brani esclusivamente strumentali a titolo “Zwischenspiel”), non ha fatto altro che facilitare la realizzazione del’obbiettivo dell’artista, vale a dire la creazione di un vero e proprio dipinto musicale; lasciando il compito di smuovere ritmicamente la situazione a episodi come “Supernovas At Fever Pitch” e in minima parte alla tensione minimalista di “Man In The Glass”.

In definitiva: se il lato più etereo e intimo dei Pink Floyd è il vostro pane quotidiano, se appena alzati scegliete come colonna sonora della giornata Steven Wilson, se i Katatonia allietano il tempo uggioso e i vostri Anathema preferiti sono quelli dai suoni più carezzevoli e delicati, non potrete che assorbire con estrema naturalezza quanto offerto da Desolate Angels, un album la cui quiete non preannuncia l’arrivo di una tempesta, bensì è ideale per mettersi in pace col mondo e dimenticare ciò che ci gira attorno.

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