SOUNDUST – Savage Mantra | Aristocrazia Webzine

SOUNDUST – Savage Mantra

Informazioni
Gruppo: Soundust
Titolo: Savage Mantra
Anno: 2010
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/soundust
Autore: Mourning

Tracklist
1. Savage Mantra
2. Straight To The Core
3. Soul Reaper
4. Blood On Blood
5. Twist Of Fate
6. Let Me Go
7. Roll The Dice
8. Devilish
9. Tears Of Rain
10. The Microphone’s Suicide

DURATA: 47:18

Il rock è morto? Direi di no, a meno che uno non intenda parlare di quello che spacciano per tale e trovate in testa alle classifiche o che vede personaggi una volta divenuti idoli fare le starlette in stile quindicenne sui palchi di qualsiasi evento made in Mtv, ormai più pop che mai.
C’è chi ancora suona con l’attitudine e il modo di approcciarsi al genere senza manierismi di sorta, quelle band che ti fanno pensare: “passami una bottiglia di Jack Daniels, dammi uno spazio ampio quanto un cielo stellato e lasciami urlare come un pazzo nella notte, è la strada ciò che voglio”.
E’ questo uno degli scenari che si potrebbero ricreare mettendo nel lettore un album di puro e fottuto rock’n’roll e i nostrani Soundust sarebbero in tal caso una buona scelta.
La formazione di Teramo attiva dal 2005 è arrivata dopo cinque anni e qualche soddisfazione presasi lungo il percorso a produrre il proprio debutto “Savage Mantra” che rispecchia nettamente il background musicale dalla quale attinge. E’ cosa alquanto evidente riscontrare la presenza di Guns’N’Roses, Ac/Dc, Deep Purple e Led Zeppelin nella miscela altamente alcolica proposta, dieci tracce che suonano indiavolate, leggermente omogenee ma che possiedono l’asso nella manica per tenere sotto smacco l’ascoltatore: la prestazione solistica di Angelo “RandyPazz” Angelozzi, uno a cui scappa facilmente la manina e va in assolo frequentemente lasciando il segno.
Hanno tutto quelle che serve per creare un party dal nulla: ritornelli accattivanti, melodie azzeccate, canzoni dal piglio semplice e seducente, non considerando le varianti che fanno della scura e fascinosa “Devilish” o di una velocizzata “Let Me Go” due dei pezzi traino, accompagnati dalla titletrack e dalla conclusiva “The Microphone’s Suicide” che aprono e chiudono “Savage Mantra” con una bella iniezione d’adrenalina.
L’ultima citata ha ricevuto anche l’onore d’esser stata selezionata per un tributo ai Led Zeppelin rilasciato dalla Versailles Records che ha visto partecipi membri di act storici quali Deep Purple, Black Sabbath e Whitesnake.
I ragazzi mostrano d’avere le carte in regola, non sempre perfetto Andrea “AndySpeedball” Nicolai dietro il microfono che però trasuda passione e una sezione ritmica operaia composta da Matteo “Matt McGregor” Di Gregorio al basso e Lorenzo “JackilBlack” Spataccini alla batteria che svolge onestamente e con grande diligenza il proprio compito completano un quartetto che ha piazzato delle basi solide su cui poter programmare e apportare migliorie, mettendo però in chiaro che l’Angelozzi per le qualità espresse deve continuare a godere della piena libertà scatenandosi a più non posso.
Siete in viaggio? Avete voglia di musica che vi faccia scaricare la tensione? Avete solo bisogno di andare oltre i problemi della routine giornaliera? Mettete su “Savage Mantra” e lasciatevi trasportare dal ritmo, il resto verrà da sè.