SOUTHERN CROSS – Down Below

SOUTHERN CROSS – Down Below

Informazioni
Gruppo: Southern Cross
Anno: 2009
Etichetta: Indipendente
Autore: Mourning

Tracklist
1. Weak and Sober
2. Open Scars
3. Thirteen
4. As Goodwill Falls
5. Undisclosed
6. Something Vile
7. Whistle for the Dead
8. The Pawn
9. Left for dead

DURATA: 46:31

SOUTHERN CROSS - Down Below

La formazione canadese dei Southern Cross dopo aver prodotto nel duemilasei il primo lavoro “Rise Above” si ripresenta con un album più maturo e sostanzioso dal titolo “Down Below”.
Questa nuova creatura affina il sound del precedente, le influenze progressive e le brevi incursioni in territori thrash forniscono varietà espressiva ai brani che dal canto loro trovano sbocco nell’esecuzione senza pecche di un cantante David Lizotte capace di giostrare in maniera esemplare voce pulita, graffiato e parti appena accennate.
Nove brani validi e composti con grande cura del dettaglio grazie all’opera di un riffmaker Olivier Perrier-Maurel ispirato e d’ampia veduta sempre pronto a sfoderare quel tocco che non t’aspetti donando ai brani quell’estro che ne snellisce il composto rendendolo più scorrevole e chiaro all’ascolto.
Il sound è scuro/tagliente e ricorda per certi tratti quello dei Kamelot formazione di Roy Khan o i Nocturnal Rites non subendone però un’influenza talmente massiccia da poterli definire clone in quanto proprio la personalità spiccata dei ragazzi permette loro negli episodi migliori di giocarsela alla pari anche con realtà ben più rodate.
L’emozionante “Thirteen” vive (come del resto l’intero platter) del sopraffino lavoro di Olivier che ricama trame malinconiche eppur cariche d’energia così come una “Open Scars” è capace di slanciarsi già dalla sua apertura su di un riff thrashy e con un’alternanza vocale pulito/growl risulta trascinante.
Altri episodi che meritano menzione sono sicuramente l’accoppiata centrale “Undisclosed”, “Whistle For The Dead” in cui la band esplora dal classico spazio pulito a passaggi che richiamano il sound settantiano.
Rinchiuderli dentro alla semplice (e in questo caso limitante) definizione di power metal band per la proposta offerta e per la quantità di aperture che risiedono nella loro musica è poco adatto a mio avviso nè tanto meno mi sembra il caso d’inventarne un’altra ci pensano già le case discografiche a rovinare il cervello di certi ascoltatori imbottendoli di generi assurdi creati di sana pianta per giustificare anche il rumore di un barile che cade come influenza musicale all’interno della musica d’essi.
Questo è metal, personale che poi lo chiamino power/progressive o altro poco importa.
Una formazione che ha le carte in piena regola e lo dimostra pienamente, se c’è da scommettere su di loro, lo si può fare ad occhi chiusi.

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