SOUTHWICKED – Death’s Crown

SOUTHWICKED – Death’s Crown

Informazioni
Gruppo: Southwicked
Titolo: Death’s Crown
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A
Etichetta: Abyss Records
Contatti: facebook.com/southwicked
Autore: Mourning

Tracklist
1. Intro (The Massacre Begins)
2. Death’s Crown
3. Craving For Blood
4. Killing Spree
5. The Phantom Prince
6. Graveyard Of Bones
7. Charming Karma
8. Green River Killing Fields
9. The Only Living Witness

DURATA: 39:44

Quando si ha a che fare con dei mali si pensa sempre che il minore sia il migliore, alla fine dei conti però ci si accorge che sempre di una situazione del cavolo si tratta. Perché iniziare a scrivere dei Southwicked con questa “bella” premessa? Perché per la serie “a volte ritornano”, lo speri pure e rimani un po’ così, è rientrato nella scena death dopo vicissitudini varie e un arresto alle spalle Mr. Allen West, meglio noto a chiunque come ex ascia solista degli Obituary.
Nuova avventura, nuova formazione con membri dei belgi Shattered Skull (band che ha debuttato nel 2011 con “The Infinite Massacre”), troviamo alla voce Sven Poets e Stef Mikolajczyk alla chitarra ritmica, il bassista invece è Rock Rollain dei Kult Of Thorn ed ex dell’act death/black Lustmord mentre il batterista è Marco Vevren, ma una volta inserito nel lettore “Death’s Crown” è storia vecchia quella che giunge all’orecchio, parere negativo? Nì.
Che Allen fosse una componente fondamentale del sound Obituary lo sappiamo tutti, l’axeman però in quest’occasione non ha fatto altro che riprendere e alimentare il progetto con un’ispirazione diretta, devota e sin troppo incentrata proprio su quello stile.
Le differenze con la realtà madre sono sparute e la più evidente, forse l’unica realmente rilevante, consiste nel cantato dato che il growl di Sven è più profondo e gutturale rispetto a quello di John Tardy; per il resto tra profonde escursioni groove e un riffing che è impossibile negare rimembri il periodo nineties, non raggiungendone però le vette qualitative, abbiamo un paio di episodi alquanto piacevoli come “Craving For Blood” e “Graveyard Of Bones” che non bastano però a salvare in toto la prova.
Eppure “Death’s Crown” pur rasentando in più occasioni uno stato di mediocrità per la propria incapacità di uscire dallo schema del già sentito, in certi momenti anche i Six Feet Under dei primi due album si fanno vivi, ha il pregio di non farmi pensare alle puttanate create dalla band di Tampa, che fortunatamente sembra aver cacciato Santolla.

Le pochissime volte nelle quali appare la solistica, come avviene ad esempio in “Killing Spree”, annunciata anticipatamente dal quel “fischiare”, sono valanghe di memorie che tornano a galla, giustamente chiunque potrebbe dire, “ok, metti uno dei primi cinque lavori degli Obituary e fai prima”, ovvio che sia così, ma pensando a ciò che è adesso quella band queste piccole cose danno comunque un senso alla prestazione insita nel platter.
In definitiva, non ci strapperemo i capelli per questo primo step dei Southwicked però qualcosa di buono lo si trova, devo anche consigliare a chi possa interessare l’ascolto di “Death’s Crown”? Non credo ve ne sia il bisogno.

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