SPACCAMOMBU – In The Kennel Vol.2

 
Gruppo: Spaccamombu
Titolo:  In The Kennel Vol.2
Anno: 2012
Provenienza:   Italia
Etichetta: Goat Man Records
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TRACKLIST

  1.  Antro
  2. Idemortos
  3. Mountain Crashing Sound
  4. Aussfais
  5. The Altar Of Iommi
DURATA: 26:37
 

In The Kennel è un interessante progetto nato dalla collaborazione tra Noja Recordings, Goat Man Records e Blue Record Studio allo scopo di fare incontrare in sala di registrazione per un paio di giorni due o più entità (singoli artisti, band o collettivi) che liberamente diano sfogo alla loro natura, incrociando i propri istinti e la propria visione musicale e culturale. Questa serie di uscite è giunta al secondo capitolo, il primo è stato prodotto nel marzo del 2012 dall'accoppiata composta da Gentless3 e La Moncada ed è ascoltabile sulla pagina Bandcamp dell'etichetta. Il nuovo "Spaccamombu" è la fusione tra la geniale e lucida follia dei Mombu e il lavoro chitarristico di Paolo Spaccamonti.

Il duo composto da Luca Mai e Antonio Zitarelli lo conosciamo già, per quanto riguarda invece il chitarrista piemontese, per evitare di dilungarmi sulle note biografiche, preferisco rimandarvi direttamente al suo sito, in modo da potermi concentrare sulla proposta insita in queste cinque tracce, della durata complessiva di poco superiore ai venticinque minuti, nate in soli due giorni di convivenza in studio.

"Spaccamombu" è un lavoro che spiazza e si diletta a districarsi in una ragnatela di soluzioni continuamente in competizione fra loro per avere il controllo dell'orecchio, emanando una piacevole assuefazione di stampo "sabbathiano" nella traccia d'apertura "Antro" e in quella conclusiva "The Altar Of Iommi", a quanto pare Toni Iommi è una passione comune dei musicisti in questione.

Vi sono inoltre le bizzarrie dei Mombu, verrete attratti dalla componente tribale ben presente e martellante in "Aussfais", dal sax di Mai che stordisce e inebria l'ascoltatore in "Idemortos", ma ciò che più risalta in questo mini è la maniera in cui la sei corde di Spaccamonti si unisce idealmente alla visione oltranzista e spericolata dei due artisti romani. "Mountain Chrashing Sound" possiede infatti un lavoro di chitarra fottutamente acido, il cui risultato è talmente bello e fantasioso da far stentare a credere che provenga da una così breve, ma intensa, convivenza artistica.

È difficile spiegare quale sia il percorso che la mente si ritrova a volere, o dovere, intraprendere, è annebbiata dai fumi innalzati dalle ondate di psichedelia, ammutolita dalle derive funeree inattese in un disegno musicale talmente cangiante. Questo è un lavoro consigliabile a un amante degli Sleep quanto a uno che si devasta con lo scervellarsi "drone" dei SunnO))), a coloro che adorano i Black Sabbath, John Zorn e ovviamente chi segue gli Zu e i Mombu che non potrà evitarne l'ascolto, riconoscendone alcuni tratti distintivi inseriti nel collage che fa di Spaccamombu un episodio che mi auguro non rimanga una sortita isolata.

Devo ammettere che sarebbe particolarmente stimolante la prospettiva di un'uscita di durata più estesa sotto tale nome, le ottime premesse espresse in queste cinque canzoni fanno gola e ti fanno chiedere quanto in là saprebbero spingersi con una maggior quantità di tempo a loro disposizione. Libertà d'espressione e cultura, questo è ciò che Spaccamombu offre, per roba dozzinale, vetrine pop, canzonette da due soldi e plastificate rivolgersi altrove.

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