SPACE MIRRORS – In Darkness They Whisper

 
Gruppo: Space Mirrors
Titolo:  In Darkness They Whisper
Anno: 2012
Provenienza:  Internazionale
Etichetta: Transubstans Records
Contatti:

Sito web  Facebook  Bandcamp  Myspace  

 
TRACKLIST

  1. Shadow Over Innsmouth
  2. Silver Key
  3. Geometry Of Witchcraft
  4. In Darkness They Whisper
  5. Rue d'Auseil Is Missing
  6. Cats Of Ulthar
  7. The Dreamquest Of Unknown Kadath Part I
  8. The Dreamquest Of Unknown Kadath Part II
  9. The Dreamquest Of Unknown Kadath Part III
DURATA: 55:19
 

Il progetto Space Mirrors è ambizioso: nato per volontà dell'artista russa Alisa Coral, nel 2002 produce il proprio quarto capitolo intitolato "In Darkness They Whisper". In quanto appassionata del maestro di Providence, noterete come il nome designato per il disco e quelli di alcuni pezzi inseriti in scaletta ("Silver Key", "Cats Of Ulthar" e "The Dreamquest Of Unknown Kadath") gli rendano omaggio, mentre il suono avrebbe potuto che possedere una veste scura e particolare.

Definire space-rock la proposta sarebbe limitante, per quanto padri del genere come gli Hawkwind vengano coinvolti in maniera costante, non a caso troviamo in formazione nientemeno che Nick Turner (sassofono e flauto) e Alan Davey (basso), entrambi ex della band di Dave Brock. Le atmosfere siderali e i paesaggi evocati coprono un orizzonte ampio che va dal progressive Ozric Tentacles alle derive malsano-letterarie dei The Vision Bleak, sino ad arrivare allo sci-fi degli Oxiplegatz e alla ricercatezza di alcune scelte di stampo floydiano.

Vista così sarebbe da annoverare subito fra quelle da top ten, peccato che ci siano un paio di difetti purtroppo facilmente riscontrabili. Musicalmente troviamo una concezione di vissuto espanso stranamente standardizzata, infatti sono rari i momenti in cui gli Space Mirrors escono dagli schemi e sono quelli che fanno la differenza. Per quanto brani come l'apertura "Shadow Over Innsmouth" e "In Darkness They Whisper" siano più che piacevoli e la trilogia di episodi conclusiva "The Dreamquest Of Unknown Kadath" offra dei buonissimi sprazzi di lucidità, è difficile andare oltre tali appigli per difendere una prestazione che si mette alla corda da sola dopo un paio di giri nello stereo.

Le note positive vedono brillare Martyr Lucifer dietro al microfono: personalmente trovo indovinato e interpretativamente corretto l'approccio lugubre e teatrale che il cantante riminese fornisce ai brani, mentre il complesso strumentale esecutivamente parlando non ha nulla da farsi rimproverare.

Sulla costruzione invece il discorso si potrebbe ampliare in mille modi, dal momento che le direzioni che avrebbero potuto intraprendere sono molteplici, soprattutto per quanto concerne l'esplorazione atmosferica. La sensazione di "spaziale" e "horror" che le canzoni avrebbero dovuto rilasciare dati i temi trattati è alquanto ridotta e in parte questo demerito va affibbiato al lavoro dietro al mixer che sarebbe decisamente da rivedere.

"In Darkness They Whisper" pare porti con sé attaccato il cartello "lavori in corso". la materia prima grezza c'è, però se si vuole ottenere il pass per i portali del cosmo, olio di gomito in fase di composizione e un'attenzione decisiva ai dettagli sono fondamentali. Per ora gli Space Mirrors si ascoltano in qualità di buon sottofondo, ma non lasciano il segno. In futuro? Vedremo…

Facebook Comments