SPECTRAL LORE – Gnosis

 
Gruppo: Spectral Lore
Titolo: Gnosis
Anno: 2015
Provenienza: Grecia
Etichetta: I, Voidhanger Records
Contatti:

Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. Dualism
  2. Gnosis' Journey Through The Ages
  3. Averroes' Search
  4. A God Made Of Flesh And Consciousness
  5. For Aleppo
DURATA: 49:29
 

Il motivo che rende davvero speciale "Gnosis", il più recente ep — dalla modica durata di cinquanta minuti — della nostra vecchia conoscenza Spectral Lore, che avevamo lasciato all'ottimo "III", va oltre il mero contenuto musicale. Il suono è solamente il veicolo attraveso cui Ayloss ha scelto di esprimersi, ma alle spalle di questo c'è molto, molto altro: filosofia, arte e ricerca nel senso più esistenziale e completo del termine. Le qualità compositive del Greco sono migliorate ancora e oggi questi cerca sempre più di amalgamare spunti provenienti da generi, correnti e culture differenti; dopo il precedente "Voyager", per ammissione dello stesso artista un «tributo all'esplorazione dello spazio profondo», Spectral Lore torna sulla Terra con "Gnosis" e cerca di indagare i misteri dell'esistenza.

A un ascolto superficiale siamo davanti a cinque brani pressoché interamente strumentali, dove le voci sono sì e no un barlume in mezzo a chitarre elettriche e acustiche, riff black metal dilatati come il credo atmosferico vuole e arpeggi arabeggianti che invece sono l'ultima cosa che ci si aspetterebbe di trovare qui dentro. Già questo inusuale accostamento dà ancora una volta l'idea di come Spectral Lore non sia il solito progetto black metal da dieci minuti a brano, tanto che gli sforzi del Nostro continuano a essere supportati anche per questa occasione da I, Voidhanger, etichetta che non vuole assolutamente saperne di prendere sotto la propria ala progetti banali e liquidabili in due parole (forse giusto giusto i Wakedead Gathering sono l'unico gruppo davvero di genere).

Iniziando a grattare la superficie, però, viene rapidamente alla luce una mole di contenuti di cui la musica non è che l'espressione finale, a partire dal titolo stesso: "Gnosis", la conoscenza, che nell'immagine interna del libretto, quella nel vassoio, viene scomposta in otto diversi elementi: «spirito (cultura)», «logos (ragione)», «consapevolezza (organismo)», «spazio (forma)», «terra (materia)», «corpo (organo)», «eros (desiderio)» e infine l'«uomo (individuo-intelletto)», non a caso ultima voce di questo elenco, poiché sola e unica a poter fornire dei criteri interpretativi e di collegamento per le sette precedenti e il loro insieme. Posta questa premessa, Ayloss ci conduce lungo una ricerca che tocca diversi punti nodali, le cui riflessioni prendono la forma dei testi, spesso nemmeno cantati all'interno delle canzoni, ma segregati nella loro dimensione cartacea, quasi un vero e proprio commentario all'ascolto. Inizia dal dualismo ("Dualism"): modernità e atavismo, finitudine umana e infinità cosmica, carne e anima, vita e morte e chissà quanti altri opposti inconciliabili e complementari. Passa poi a un tentativo di dare ordine e trovare una comprensione a tutto ciò nella titletrack, ma è un percorso che regala più interrogativi che risposte («What is our part in the greater scheme of it all? I yearn for transformation»), percorso che già più grandi pensatori di noi hanno intrapreso senza arrivare a una soluzione universale ("Averroes' Search"), ma fornendo ciascuno contributi più o meno importanti, che oggi sta a noi organizzare in modo da trovare un punto d'incontro («A line that passes through the ages, eroded / By loss of memory […] let me become a bridge between the east and the west»). A questo punto abbiamo strumenti sufficienti per comprendere appieno cosa stiamo cercando: l'eternità. Lo scarto finale, l'abbandono della nostra finitudine per divenire un essere «consistent of, but beyond individuality» ("A God Made Of Flesh And Consciousness", il brano più evidentemente black metal del lotto).

Al termine di questo viaggio di ricerca e di riflessione, come un amaro monito, un avvertimento che la strada da percorrere è ancora lunga, gli oltre nove minuti strumentali di "For Aleppo", in cui arpeggi e fingerpicking dal gusto mediorientale ci portano a una città in guerra, devastata dagli scontri e dai bombardamenti e ben lontana dal sogno di quel ponte, umano, ideologico e culturale, tra est e ovest di cui poco sopra.

Ayloss non si ferma qui, però, perché ciascuna pagina del libretto è corredata da un dipinto di un pittore preraffaellita o neoclassico: l'illustrazione di copertina "Lycinna", di J.W. Godward, raffigurante la schiava che fu la prima passione del poeta Properzio; "Pandora" di J.W. Waterhouse che — non a caso — fa da sfondo al testo di "Averroes' Search"; la "Circe Invidiosa", di nuovo di Waterhouse, nella pagina dedicata a "Dualism"; e altri ancora. Anche sotto l'aspetto grafico e visuale, collegamenti, rimandi e parallelismi si sprecano, dalla scelta dei preraffaelliti, esponenti del decadentismo, alla scelta dei soggetti per ciascun brano, in un disco di Spectral Lore niente è lasciato al caso.

Come ho già avuto modo di dire altrove — tra l'altro, sempre parlando di un disco di I, Voidhanger — i grandi artisti si riconoscono perché sono in grado di fornire più chiavi di lettura e livelli di assimilazione della propria opera, magari senza per questo risultare pretenziosi. Ecco, fatevi un giro dalle parti di Spectral Lore.

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