Spectral Wound - A Diabolic Thirst

SPECTRAL WOUND – A Diabolic Thirst

Gruppo: Spectral Wound
Titolo: A Diabolic Thirst
Anno: 2021
Provenienza: Canada
Etichetta: Profound Lore
Contatti: Facebook  Bandcamp  Spotify
TRACKLIST

  1.  Impérial Saison Noire
  2.  Frigid And Spellbound
  3. Soul Destroying Black Debauchery
  4. Mausoleal Drift
  5. Fair Lucifer, Sad Relic
  6. Diabolical Immanence
DURATA: 40:12

Con colpevole ritardo, anche Aristocrazia arriva finalmente a parlare di A Diabolic Thirst, il terzo album dei dotati Spectral Wound, pubblicato lo scorso aprile da Profound Lore. Fra la mia lentezza e l’attesa di avere fra le mani una copia in vinile (grazie agli spacciatori di fiducia di Soundcave!), sono passati ormai sette mesi ma il gruppo con base a Montréal si è confermato nel tempo come una delle migliori uscite dell’anno, dopo avermi colpito nel segno sin dalla primavera.

A Diabolic Thirst è un monumento di furia e magniloquenza dove melodia, grandeur e violenza si bilanciano alla perfezione, condividendo il comando delle operazioni. “Frigid And Spellbound” è l’esempio più eclatante della qualità e della potenza comunicativa del gruppo, col suo turbine di pathos senza soluzione di continuità, sprigionato riff dopo riff, mentre l’articolata “Mausoleal Drift” nei suoi quasi dieci minuti offre una struttura vivace, che passa dalle atmosfere lugubri e i toni doom della prima parte a sferzate impetuose e sezioni tragiche. L’intero disco è costruito con intelligenza e il giusto grado di variazioni (l’incipit di “Diabolic Immanence” è addirittura rockeggiante), prediligendo comunque un impatto diretto e un’alta tensione continua, fra scariche di blast beat, tremolo picking e scream abrasivo. Black metal tradizionale suonato nel 2021 insomma, senza sporcizia sonora posticcia né sovraproduzione ma con una devozione ammirevole e grande ispirazione, che guarda più all’Europa — la Finlandia dei Sargeist e la Svezia dei Dark Funeral mediani, tanto per fare due nomi — che al Québec, senza però scimmiottare nessuno.

A fianco di una tale portata di black metal poderoso e abrasivo, troviamo testi che rivelano nuovamente la poetica degli Spectral Wound, esplicitata senza tanti giri di parole anche in sede di intervista: l’universo è privo di senso e rifugiarsi nelle ideologie è vano, l’unica possibilità è trasformare quel vuoto esistenziale in una opportunità per ricercare significati; in questo senso il satanismo che riecheggia dalle note non è da intendersi come legato a una specifica filosofia quanto a una volontà di scoperta senza pregiudizi. Sul fronte estetico invece il vinile si presenta minimale e privo di fronzoli, comprensivo del minimo necessario e nulla più; addirittura nel libretto non sono citati nemmeno i membri del gruppo…

Arrivati alla fine di questa esaltante corsa, A Diabolic Thirst ti lascerà stremato, ma soddisfatto, esattamente come il protagonista della copertina svenuto sul tavolo. Provare per credere.