SPELLBLAST – Battlecry

SPELLBLAST – Battlecry

Informazioni
Gruppo: SpellBlast
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Autore: M1

Tracklist
1. Cold Wind Of Death
2. Drinkin’ With The Gods
3. History Of A Siege – Heroes
4. Path On The Sea
5. Ragnarok (Dream Of The End)
6. Soldiers’ Angels
7. Raid Day
8. History Of A Siege – Slaughter
9. Northern Star
10. Brave And Fierce
11. Command Charge
12. Battlecry

DURATA: 44:53

SPELLBLAST - Battlecry Tornano a farsi sentire i bergamaschi SpellBlast a tre anni di distanza dal precedente full “Horns Of Silence” con un nuovo lavoro autoprodotto che si avvale per la distribuzione di Self e Twilight. I nostri sono fautori di un power / folk dalle tinte fantasy che rifugge l’abuso di espedienti e “mezzucci” quali ritornelli ultracatchy ripetuti allo sfinimento o sfiancanti e monocordi tirate di doppia cassa, preferendo un approccio più vario per quanto “rispettoso” della materia.

L’atmosfera generale del disco rimanda a mondi immaginari e lontani ma raggiunge i picchi migliori quando il pathos aumenta, laddove il suono si fa maggiormente epico come accade in “Drinkin’ With The Gods”, apice compositivo assoluto. L’anima folk è presente pressochè ovunque, sparsa qua e là sottoforma di ritmiche “spensierate” o di passaggi a base di strumenti tradizionali. Fra i pezzi migliori una citazione la meritano “Brave And Fierce”, forte di una partenza lanciata che ricorda gli Skylark di “Divine Gates Part 1” e di un’anima più grintosa e cattiva, la sinfonica “Northern Star” e “History Of A Siege – Heroes” per la struttura elegante e sfaccettata. I brani comunque mostrano tutti un certo dinamismo, merito anche dell’ottimo lavoro alla batteria di Edo, supportato da compagni d’avventura preparati, molto gradevoli e raffinate risultano ad esempio le parti solistiche ad opera di Luca e da una produzione che già nella versione demo (in qualità più bassa rispetto al master finale) risulta nitida e adeguata.

Qualche neo qua e là spunta nel corso dell’ascolto e mi rifersco ad un paio di pezzi che non convincono appieno come “Path On The Sea” e “Soldiers’ Angels” che parte vigorosa per poi sgonfiarsi un po’ col passare dei minuti.

Tirando le somme, “Battlecry” è un buon disco, che potrà soddisfare gli amanti di Rhapsody (Fabio Lione è presente come ospite, insieme alle cornamuse dei Folkstone), Ensiferum e del power europeo più epico in generale piazzandosi in un filone nel quale non è per nulla facile emergere dalla massa di cloni. Pollice alto.

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