SPIRES – The Whisperer

SPIRES – The Whisperer

 
Gruppo: Spires
Titolo: The Whisperer
Anno: 2014
Provenienza: Inghilterra
Etichetta: Eulogy Media
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TRACKLIST

  1. Ethereal Organisms
  2. At His Behest
  3. Surrogate
  4. Primal Revelation
  5. The Fevered Spirit
  6. Elsewhere
  7. The Whisperer
DURATA: 01:05:57
 

Tre anni fa per la prima volta sono entrato in contatto con la musica degli inglesi Spires, accolsi infatti con lieve ritardo l'uscita del disco di debutto "Spiral Of Ascension", un lavoro che sin da subito apprezzai e che nel corso del tempo è poi riuscito a trovare posto all'interno dei miei ascolti. Successivamente ho avuto modo di godere della loro versione acustica con il mini "Lucid Abstractions" e da poco mi sono ritrovato fra le mani il secondo album intitolato "The Whisperer".

La formazione di Manchester — che in passato si rivelò essere una vera e propria sorpresa, capace di farmi dimenticare le mancanze legate a produzioni ridicole rilasciate da nomi ben più blasonati — è tornata sulla scena con la consapevolezza di avere acquisito sia una qualità compositiva che empatica di prim'ordine. Pur rimanendo infatti palese quale sia la base delle influenze (Opeth, Fates Warning e via discorrendo…) che in maniera costante va ad alimentare i brani presenti in scaletta, è quasi impossibile negare la raffinatezza e la squisitezza di cui dimostra di essere in possesso, inoltre i richiami ad altri gruppi sono esposti così abilmente e tanto a fondo da essere entrati nel DNA del quartetto. L'esempio lampante è costituito dalla canzone posta in apertura, "Ethereal Organisms", che potremmo considerare insieme all'altro colosso per durata, "The Whisperer, il compendio della cifra stilistica in dote alla band, dove atmosfera, melodia, progressione e animo death metal vengono convogliati in maniera sublime.

La sensazione che gli Spires abbiano puntato su una sostanza musicale ancora più ricercata, affinata e intima nell'animo con "The Whisperer", rispetto a quella esposta nel predecessore, viene fuori dirompente in episodi come il breve "Surrogate" ed "Elsewhere", in cui prende forma una dimensione spoglia dell'area metallica del suono, arricchendosi della presenza degli archi, mentre in "The Fevered Spirit" la formazione assomiglia — seppur lontanamente — a una versione malinconica e struggente degli olandesi Elegy.

Siamo dinanzi a un album che formalmente non possiede vere e proprie pecche: il cambio alla sei corde che ha visto Richard Corrie prendere il posto del bravo Paul Cuthberth non ha influito in negativo, tant'è che l'accoppiata a cui dà vita con il cantante e chitarrista Paul Sadler pare abbia sin da subito trovato un gran affiatamento, sia nel modo in cui sciorina il riffato che per ciò che concerne gli spazi solistici. Sadler dal canto suo mostra nuovamente di essere un professionista da tener d'occhio anche dietro al microfono, offrendo una prestazione forse un po' troppo delicata e dolciastra in alcuni punti, ma costantemente adeguata per impatto ed emozione a ciò che il brano in corso intende trasmettere. Il discorso è simile in positivo anche per quanto riguarda la sezione ritmica, con l'elegante basso di Alex Jolley sempre pronto a mettersi in evidenza e a riempire la scena, mentre Chris Barnard dietro le pelli si rivela ideale nel garantire dinamismo e forza alle canzoni.

"The Whisperer" è stato prodotto dallo stesso Paul Sadler che aveva curato questo aspetto anche in occasione di "Spiral Of Ascension" ed è corredato ancora una volta da una sezione grafica a opera di Daniella Morrison.

In conclusione, questa seconda uscita degli Spires conferma in toto quanto di buono erano stati in grado di regalarci nel recente passato e ci consegna una realtà in piena crescita che — continuando di questo passo — in un prossimo e mi auguro non lontano futuro potrebbe tirare fuori uno di quei lavori da considerare immancabili in collezione, quel salto che senza dubbio li promuoverebbe dal ruolo di nuova leva a quello di solida realtà.

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