STABB – The Four Skateboarders Of The Apocalypse

 
Gruppo: Stabb
Titolo: The Four Skateboarders Of The Apocalypse
Anno: 2015
Provenienza: Francia
Etichetta: Arsenic Solaris
Contatti:

Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. Stabb
  2. Hawaii
  3. Naked Dance
  4. Ouyah
  5. The Red Lion
  6. Remorse (Yeah)
  7. Low Odour
  8. Eight
  9. Old Time Liar
  10. Sushi
  11. Gas Drinker
  12. Cunts
  13. Related
  14. The Four Skateboarders Of The Apocalypse Part I
  15. Gigantic Dinosaurs With High-Tech Chemical Weapons Invading Planet Earth
  16. The Art Of Sex
  17. Size Matters
  18. The Four Skateboarders Of The Apocalypse Part II
  19. Mister Green Hat
  20. Bee
  21. Hazelnut
  22. Wounds
  23. Snail's War
  24. The Hammer Of Ganesh
  25. Give Up
  26. Morbus Reptilia
  27. Jane Doe
  28. Wandering
DURATA: 22:37
 

Nutro naturale simpatia per le band che sanno essere poser nel giusto verso e ritengo che la mancanza di ritegno e una certa dose di ignoranza non possano far di certo male a una scena musicale, quella metal, che storicamente — nella maggior parte delle proprie declinazioni — si prende troppo sul serio. Per fortuna esiste il grindcore a riportare equilibrio nella Forza (sì, in questo periodo siamo tutti reduci dall'indigestione di Star Wars natalizia), offrendo anche stavolta un carico di violenza gratuita non indifferente. Perché insomma quando la tua biografia di presentazione riporta «I am STABB. I am born in 2014. I am three-headed. I love speed. I am grindcore. I hate drummers. I am furious. I hate gigs. I enjoy violence. I am clearly under influence. I make noise. I am STABB» è evidente che — al di là di quello che potrà poi essere il prodotto concluso — stai affrontando la questione nel modo giusto.

Da queste premesse tuttavia era evidente fin da subito che non sarebbe potuto nascere un album scadente, in un genere in cui l'attitudine già copre una buona percentuale del risultato finale. L'esordio degli Stabb è infatti una bomba a orologeria, un distillato di velocità e rabbia primordiale, senza forma né senso apparente, comprensivo anche della giusta dose di citazionismo al proprio interno ("Jane Doe"). Un tuffo nel passato per chi è cresciuto a pane e Agoraphobic Nosebleed, a cui molto deve la band transalpina e a cui si ispira anche nel tipo di formazione, che non vede fra i membri batteristi, bensì programmatori di drum machine: d'altra parte sarebbe fantascientifico pensare di poter trovare un essere in carne e ossa capace di reggere i ritmi supersonici proposti, che non andrebbero misurati in bpm quanto in mach.

Non vi è molto altro da dire in realtà su "The Four Skateboarders Of The Apocalypse", un disco composto da ventisette schegge elettriche impazzite che vanno dai dieci secondi al minuto e mezzo, più una ventottesima traccia totalmente elettronica da oltre sette minuti a spiazzare l'ascoltatore. L'elettronica comunque non viene mai meno per tutta la durata dell'album visto che, al di là delle drum machine, un velo di noise permea l'intera opera.

Vietato ai deboli di cuore e toccasana per gli amanti del grindcore più feroce, il disco d'esordio degli Stabb si inserisce di prepotenza fra le migliori uscite dell'anno appena terminato e pone i Francesi fra le band più interessanti in prospettiva futura. Manca giusto un pizzico di follia in più per distaccarsi definitivamente dai propri mentori musicali: pur non sapendo se questo sia possibile in un genere che pare aver già toccato i suoi limiti, non scarseggia di certo la curiosità di ascoltare le prossime incarnazioni ed evoluzioni della creatura.

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