STAGE OF REALITY – The Breathing Machines

 
Gruppo: Stage Of Reality
Titolo: The Breathing Machines
Anno: 2014
Provenienza: Italia
Etichetta: Nuvi Records
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TRACKLIST

  1. The Breathing Machines
  2. Shadows From The Past
  3. Good & Evil
  4. The Lies Box
  5. Five Senses
  6. Grey Men
  7. The Building
  8. Mindless
  9. Where Are We Gone
  10. The Next Generation
DURATA: 57:20
 

Il gruppo romano di oggi è una sorpresa che mi ha lasciato qualche perplessità: gli Stage Of Reality sono una formazione relativamente nuova, nata dalle idee di Andrea Neri (ex chitarrista di Blaze Bayley per "The King Of Metal"), il quale — dopo l'esperienza poco convincente con il basettone inglese — ha deciso di produrre un concept album dal sapore rock alternativo. A dire il vero, "The Breathing Machines" è una sorta di sfogo, una visione del periodo moderno in cui la società è influenzata dai nuovi media e l'uomo ha perso un po' quel ruolo di agente sociale in favore dello strumento. Non solo, a sottolineare la tematica "futuristica" interviene anche un libretto in cui i testi si dispongono a favore delle forme principali — in piena corrente di inizio '900 — e una davvero notevole confezione cartonata che comprende anche un penna USB con video e bonus aggiuntivi. La forma quindi c'è e ci piace davvero molto, ma il contenuto?

Il contenuto non delude di certo, non serve molto per rendersene conto, anche per via della tripletta iniziale composta da "The Breathing Machines", "Shadows From The Past" e "Good & Evil" che — lasciatevelo dire — ti entra in testa facilmente. In particolare, questa capacità di trovare melodie piuttosto semplici ma efficaci è una caratteristica peculiare degli Stage Of Reality, caratteristica che viene ripresa spesso e volentieri per tutto il disco, alternando motivetti più leggeri e banali (come in "Grey Men") ad altri un po' più impegnativi (la struggente "Five Senses"). La prova dei romani è sicuramente buona: Neri dimostra di essere un chitarrista internazionale sia con i suoi assoli sia con la composizione dei brani; Accardi tiene il tempo in maniera egregia, cambiando ritmo nelle fasi più concitate ("The Next Generation") così come in pezzi quali l'interessante "Mindless" e lo stupendo "Shadows From The Past", in cui si sovrappone alla voce di Francesco Marino come vero protagonista del brano, insieme a piacevoli effetti elettronici di post produzione che danno quel tocco sonoro futuristico in più. Forse è proprio Marino a non spiccare tra la buona formazione, ma non per questo il suo lavoro al microfono può essere definito non sufficiente.

Dove stanno le perplessità, allora? Per quanto piacevole e di facile ascolto, "The Breathing Machines" è un disco concepito con idee troppo vecchie e già sentite. Questo non è troppo penalizzante, sia chiaro, ma sia il concept sia le soluzioni musicali dei brani, al giorno d'oggi, non riescono a risultare freschi e soprattutto determinanti. Ripeto, non si tratta affatto di un brutto disco, ma considerandolo in maniera complessiva è fin troppo facile rendersi conto di come manchi qualcosa di realmente unico. Il mio quindi non può che essere un invito a sviluppare ulteriormente le idee compositive, perché la qualità c'è, bisogna solo darle la giusta forma.

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