STANGALA – Boued Tousek Hag Traou Mat All

Informazioni
Gruppo: Stangala
Titolo: Boued Tousek Hag Traou Mat All
Anno: 2011
Provenienza: Francia
Etichetta: Solitude Productions
Contatti: myspace.com/stangala
Autore: Mourning

Tracklist
1. Doom Rock Glazik
2. Al Lidou Esoterik An Dolmen Hud
3. Kalon An Noz
4. Sorcerezed
5. Deus Bars An Tan
6. Langoliers
7. Bigoudened An Diaoul
8. Boued Tousek Hag Traou Mat All
9. Izel Eo An Dour
10. Mij Du/Tri Martolod

DURATA: 01:07:14

STANGALA - Boued Tousek Hag Traou Mat All Stangala, monicker strano per una band altrettanto stravagante, al solo guardare la cover del debutto “Boued Tousek Hag Traou Mat All” con quei monaci in mezzo alla foresta e i contorni da trip-acido, non posso negare d’esserne rimasto attratto.
È necessario però andare a fondo per capire chi siano questi francesi, scrutando i nomi della line-up del trio due ero sicuro di averli già incrociati e non mi sbagliavo: il primo è quello del batterista Thomas Coïc che ricordavo in qualità di ex membro degli Arvakh, l’altro è Steven Le Moan, conosciuto da molti anche come Netra e mastermind dell’omonimo progetto, in entrambi i casi band dal forte connotato atmosferico ed emotivo, componente fondamentale anche dello Stangala’s sound, a essi si aggiunge il bassista Alexandre Miossec.
La formazione viene inserita nel filone stoner/doom metal, l’etichetta è alquanto restrittiva, parliamo di un modo di porsi nei confronti del rock psichedelico di fine anni Sessanta e Settanta, sì contaminato da dinamiche stoner figlie sia dei Black Sabbath che dell’operato del signor Joshua Homme, vi è però una forte connotazione folkloristica che di passo in passo fa breccia nel corso dell’ora e quasi dieci minuti della quale è composta la tracklist; la stessa scelta di eseguire le linee di voce unicamente in bretone, per quanto non influisca minimamente sulla fruibilità dei brani, risulta particolareggiare e aumentare il carico ancestrale del quale si fanno portatori.
Black Sabbath, Iron Butterfly, Black Widow e Hawkwind con una pesantezza più estrema nelle parti in cui il suono imprime la concetrazione più alta d’ottani “stoner” sono evidenti a esempio nell’opener “Doom Rock Glazik” e “Sorcerezed” molto Electric Wizard oriented, potrete godere delle atmosfere scure e “tangeriniane” di “Deus Bars An Tan” e della massiccia dose di nero innestata in “Izel Eo An Dour”. A esse sono alternate le altrettanto interessanti e intriganti fughe strumentali folkloristiche della cornamusa in “Kalon An Noz”, gli attimi più vorticosi racchiusi in “Al Lidou Esoterik An Dolmen Hud”, rafforzata dalla presenza di elementari ma indovinate intrusioni solistiche, il mood devoto al rock di “Langoliers”, le contaminazioni “funky” sound (grandioso il basso) nel reparto ritmico e l’organo hammond che adornano l’interno della titletrack, direi che questo potrebbe bastare per attirare l’orecchio.
Tanto per gradire, giusto per completezza, è dovuto nominare le due tracce che mancano all’appello: “Bigoudened An Diaoul” è una sorta di folle pezzo nel quale s’inframezzano anche del surf, la cornamusa e vi è la presenza di una forte componente Queens Of The Stone Age, mentre “Mij Du” è in pratica la summa di tutto ciò che avrete sino a quel momento ascoltato, una sorta di “Bignami” delle potenzialità e qualità degli Stangala con annesso tributo alla figura di Alan Stivell, colui che è considerato il fautore della rinascita della musica bretone grazie al suo prezioso lavoro di recupero negli anni Settanta, “Tri Martolod”, seppur in versione ri-arrangiata, è frutto dell’opera di quest’artista.
Non mancheranno i deja-vù, non mancheranno i rimandi a pezzi strafamosi (a voi indovinare quali, due o tre sono alquanto semplici da individuare), chi è un cultore dell’ambito folk potrà percepire il collegamento di alcuni temi portanti influenzati da melodie classiche della tradizione dalla quale attingono, sono però così ben elaborati e resi coinvolgenti che questi dettagli passeranno decisamente in secondo piano, ciò che realmente è importante è che inserito “Boued Tousek Hag Traou Mat All” verrete risucchiati nel mondo degli Stangala, quando un disco riesce in questo ha già vinto.

Facebook Comments