STARBYNARY - Divina Commedia - Inferno

STARBYNARY – Divina Commedia – Inferno

Gruppo:Starbynary
Titolo:Divina Commedia – Inferno
Anno:2017
Provenienza:Italia
Etichetta:Revalve Records
Contatti:Sito web  Facebook  Youtube  Spotify
TRACKLIST

  1. The Dark Forest
  2. Gates Of Hell
  3. In Limbo
  4. Paolo E Francesca
  5. Medusa And The Angel
  6. Seventh Circle
  7. Malebolge
  8. Soothsayers
  9. Ulysse’s Journey
  10. The Tower Of Hunger
  11. Stars
DURATA:67:43

Audace: questo è l’aggettivo con cui mi sento di descrivere Inferno, primo capitolo del lungo viaggio dantesco che gli italianissimi Starbynary hanno deciso di intraprendere. Audace perché, al di là della complessità dell’opera letteraria, rappresenta solo il secondo disco del quintetto, che per ricchezza e ricercatezza è assolutamente paragonabile ad album di gruppi blasonati (The Damnation Game dei Symphony X, giusto per citarne uno da cui traggono ispirazione).

Il disco infatti non perde tempo e tira fuori subito unghie e denti per lanciare l’ascoltatore dritto nell’opera ai limiti dell’horror che il buon Dante scrisse agli inizi del 1300. “The Dark Forest” non può che iniziare ricalcando i celeberrimi versi che ogni liceale ha dovuto leggere almeno una volta nella vita: una tendenza che ritroviamo ripetuta spesso, quasi sempre con adattamenti inglesi del testo volgare. La soluzione rende bene (per quanto preferisca notevolmente le citazioni dirette di Purgatorio) e anche la scrittura risulta molto curata, seppur spesso un po’ troppo narrativa, perdendo parte di quel sapore poetico intrinseco dell’opera. Si tratta di dettagli, sia chiaro, perché Inferno risplende di un rosso cremisi acceso: che si considerino le ritmiche serrate martellanti (“Gates Of Hell” o l’oscura “Seventh Circle”), gli stacchi tra brani diversi (come quello emozionante di “Paolo E Francesca” accompagnato dal piano di Luigi Accardo) o il controcoro di “Medusa And The Angel”, Inferno ha molte, moltissime frecce al proprio arco. Ma ciò che lo rende un disco sublime nella sua interezza è la crescente enfasi posta nei pezzi: non c’è un attimo di respiro (come capitò a Dante, in fondo), e quando meno te l’aspetti “Malebolge” include la magnifica partecipazione di Bea Sinigaglia come soprano, generando ancora di più quella magnifica dissonanza tra un prog metal distorto e l’eloquente disperazione delle anime dell’Inferno; decisamente il punto più alto della scaletta, nonostante la pregevole “Stars” a conclusione del percorso infernale.

Un’opera consistente, senza dubbio, ma non priva di difetti: per quanto la voce di Joe Caggianelli sia perfettamente in linea con il tono basso del disco, nella sua più che buona modularità soffre leggermente gli acuti più alti. Viceversa, le chitarre di Giraldi sono fin troppo relegate alle ritmiche, lasciando poca libertà di regalare assoli come nella toccante “Malebolge”. Niente di terribile sinceramente, tuttavia semplici piccole note per poter arrivare alla conclusione di questo viaggio con un Paradiso che possa brillare con la massima intensità. E onestamente, dopo Inferno, posso dire senza problemi che gli Starbynary hanno tutto ciò che serve per riuscirci: non solo siamo di fronte a un lavoro notevole, ma in quanto seconda prova del gruppo può solo anticipare un’esplosione compositiva che non vedo l’ora di poter ascoltare nei prossimi anni. Davvero complimenti!

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