STARCHITECT – No

STARCHITECT – No

Informazioni
Gruppo: Starchitect
Titolo: No
Anno: 2011
Provenienza: Ucraina
Etichetta: Slow Burn Records
Contatti: myspace.com/starchitect
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Sun, The Rain
2. Light
3. Yeah
4. Friends
5. Silence
6. Face To Face
7. Murder

DURATA: 39:52

Avevamo incrociato gli Starchitect nel 2010 grazie allo split con i Fading Waves, nel 2011 per il duo divenuto trio e adesso composto oltre che da Primus Man (batteria e voce) e Demoni (chitarre) dall’entrante Alexander (basso) è arrivato il momento di dare alle stampe il primo album “No” sempre sotto l’egida della Slow Burn Records.
Il sound degli ucraini è devoto alle atmosfere post, si è passati da una visione più hardcore e canonica del genere a una più “rock” oriented in alcune sezioni, le atmosfere sono più stralunate e meno rigide, il grigiore spigoloso che godeva di attimi riflessivi e intimi dei pezzi dello split si arricchisce di sfaccettature melancoliche e tonalità quasi positive. La doppietta scoppiettante che vede succedersi “Light” e “Yeah” si allontana infatti dal torpore minaccioso per dare una lieve pacca a mo’ di sveglia.
Il resto del platter è però standard, minaccioso e acido, penso soprattutto alla disturbata “Friends” nella quale Primus si squarcia la gola urlando come un ossesso su un pezzo umoralmente schizofrenico ma che sa già di sentito, alle dissonanze che sembrano ostentatamente forzate in “Face To Face” e a “Murder”, piacevole ciò nonostante dello spirito legato al titolo possiede ben poco.
La produzione per quanto pulita non da certo una mano agli Starchitect, il suono del rullante in alcuni frangenti è poco gradevole così come la chitarra sembra distante perdendo contatto con la base.
Non è sicuramente privo di difetti questo “No”, la staticità e il forte legame con le radici del post se non sviluppato attraverso una ricerca che metta sul piatto personalità ed esplorazione rimangono solo doti di fortuna per ottenere, come avviene in questo caso, una sufficienza e nulla più.
Se è spiccare il volo il loro intento, le ali dovranno essere ben più che semplicemente aperte, si dovranno spalancare abbandonando le ancore a influenza che ne appesantiscono notevolmente l’evoluzione, mettendo sul piatto un discreto affiatamento strumentale e una tracklist dotata di un trio di pezzi centrali che la rendono ascoltabile. Per ora di più non si può proprio pretendere.

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