Starless Domain - ALMA

STARLESS DOMAIN – ALMA

Gruppo:Starless Domain
Titolo:ALMA
Anno:2019
Provenienza:U.S.A.
Etichetta:Aesthetic Death
Contatti:Facebook  Bandcamp  Instagram  Spotify
TRACKLIST

  1. ALMA
DURATA:44:43

Se sapere quali sono i dischi migliori del 2020 è impossibile, fare una cernita di quelli usciti nel 2019 non si discosta granché come grado di difficoltà. Tanto per dire, il qui presente ALMA è il secondo album degli Starless Domain, segue di sei mesi il predecessore EOS ed è uscito appena quattro mesi prima dello split coi Tome Of The Unreplenished; parliamo di un gruppo che ha tirato fuori nell’arco di meno di due anni ben cinque pubblicazioni. Ora, bello il black metal cosmico, belli i muri di sintetizzatori e la batteria programmata su un freddissimo tappeto di chitarre, ma se hai l’ambizione di dire qualcosa con la tua musica, anche solo al livello del più spinto astrattismo concettuale, stai sbagliando, lo stai facendo male, tira il fiato, ogni tanto.

Fatte queste premesse, provo a buttarmi nei quarantaquattro minuti e quarantatré secondi di questo monotraccia pachidermico con la quasi assoluta certezza di trovarmi di fronte degli emuli di Darkspace e Mare Cognitum, non solo mancanti del talento per l’ossessività di questi più illustri signori, ma pure con la pretesa di cacciare più materiale in due anni di quanto ne abbiano prodotto loro in quasi un ventennio. Non mi sbaglio, perché ALMA (che forse prende il titolo dall’Atacama Large Millimeter Array) non aggiunge niente a quanto non sia stato già detto non solo dai cosiddetti numi tutelari di questa particolare corrente del black metal, ma se possibile toglie credibilità a un progetto che di suo ha davvero poco da dire. Un flusso ininterrotto di suoni che, tolti l’inizio e la fine a base di sintesi elettronica onestamente poco ispirata, non consente di seguire un filo logico concreto, neppure alla lontana. Esiste musica di questo tipo capace di assorbirti, i nomi citati poco sopra ne sono un chiaro esempio, ma quella musica funziona perché coniuga alla perfezione concetti molto distanti dalle nostre capacità percettive e dalla nostra pedestre cognizione dell’astronomia, con un’estetica e un gusto che hanno solide radici terrene. La proposta degli Starless Domain, invece, esagera per non dire che esaspera il cosmic black metal, fino a renderlo un miscuglio di cui risulta impossibile discernere gli ingredienti: il risultato più che extraterrestre sembra paraculo.

Magari mi sbaglio, magari no, nel dubbio vi consiglio di impiegare quarantaquattro minuti e quarantatré secondi del vostro tempo in modo migliore, e quindi di balzare a piè pari questo ALMA, perlomeno in attesa che gli Starless Domain si fermino un attimo a pensare prima di entrare in sala di registrazione.

Facebook Comments