STEAK – Corned Beef Colossus

 
Gruppo: Steak
Titolo: Corned Beef Colossus
Anno: 2013
Provenienza: Inghilterra
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Black Milk
  2. Liquid Gold
  3. Glanshammar
  4. Whiskey Mule
  5. Acid Dave
DURATA: 26:13
 

I britannici Steak tirano fuori il secondo ep "Corned Beef Colossus" e io — dopo averne guardato la copertina, ancora una volta realizzata dall'artista brasiliano Eduardo Ferigato, e aver letto il seguito della storia incentrata sulla difesa di Cyclone City dalla figura dal malefico Lord Lazarus — se potessi farmi vedere da voi, li applaudirei senza mezzi termini.

Il quartetto londinese, nel quale è doveroso segnalare il cambio di batterista, data l'entrata di Sammy nel ruolo ricoperto da Large in "Disastronaught", non ha modificato il suo approccio al panorama stoner: i punti di riferimento sonori citati nella passata recensione sono rimasti perlopiù gli stessi, con la figura svedese dei Truckfighters che ha però assunto una maggiore consistenza come influenza all'interno del suono. Ciò può essere dovuto al fatto che oltre alla presenza in qualità di ospite alla chitarra solista in "Brad Milk" da parte di Dango (Niklas Källgren), quest'ultimo e il suo compagno d'avventura Ozo (Oskar Cedermalm) abbiano curato l'operato dietro il mixer, svoltosi presso i Bombshelter Studio di Örebro.

"Cornered Beef Colossus" è una grassa, esaltante e appagante fuga dal killer The Corned Beef Colossus creato da Lord Lazarus e dal suo genio del male personale, il professor Griz, nel tentativo di eliminare gli Steak e tenersi a distanza da questa creatura composta da sezioni differenti di carne prelevata da schiavi. I musicisti inglesi ci deliziano con cinque composizioni ricchissime di ottani stoner, fra le quali spicca l'accoppiata, a dir poco trascinante, composta da "Glanshammar" e "Whiskey Mule". I Nostri ci sguazzano proprio fra sonorità ruvide e atmosfere psichedeliche, quest'ultimo fattore non è mai esageratamente esposto, ma viene ben utilizzato in episodi come "Liquid Gold" e "Acid Dave", mentre il loro animo da rocker trova consistente sfogo nell'ennesima ottima prova dietro al microfono di un ispirato Kippa.

"Corned Beef Colossus" è un proseguimento che guarda avanti, in una direzione che per gli Steak sembra essere ogni giorno di più quella adatta per divenire una band sulla quale poter contare. Cosa manca adesso? Un album, serve la ciliegina sulla torta e una volta che anche questa verrà posta in cima, non ho dubbi che mi toccherà inserirli fra i grandi; onore che si stanno guadagnando sul campo.

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