STEELGAR – Xenocide

 
Gruppo: Steelgar
Titolo:  Xenocide
Anno: 2010
Provenienza:  Spagna
Etichetta: Molusco Producciones
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TRACKLIST

  1. Injected
  2. Retaliator
  3. Portrait In Blood
  4. Riders Of The Sand
  5. Promontory
  6. Hunter On Prowl
  7. Under The Whip
  8. Napalm Burn
  9. Thrashing Knights
  10. Army Of Goats
DURATA: 44:30
 

La Spagna è una delle nazioni in pieno fermento thrash, dopo Aggression, Angelus Apatrida, Toxic Society tocca adesso ai catalani Steelgar farsi sotto. Con due demo all'attivo nell'ultimo triennio è arrivato il momento di mettere a frutto gli sforzi fatti sfogandosi pienamente con un full e "Xenocide" sembra centrare l'obbiettivo.

Quello che girerà nel nostro stereo si presenterà con formula conosciuta, i nomi di Testament, Exodus, Megadeth, Overkill, Slayer insomma l'America che conta, si faranno sentire come presenza fondamentale nel sound a cui viene data vita.

Sin dalla prima "Injected", attraversando in lungo e largo la scaletta incrociando episodi chiave come "Retaliator", "Portrait In Blood" sparate e pronte ad avvolgere l'ascoltatore con la loro carica priva di compromessi, è un prendere o lasciare che il riffato brillante rende alquanto coinvolgente.

Vi sono poi tracce con una percezione del groove maggiore vedasi "Riders Of The Sand" che per alcuni giri mi ha ricordato il periodo "Rust In Peace" di Mustaine, "Hunter On Prowl" e "Under The Whip" con accenni melodici palesati che deviano il tiro direzionandolo in territori heavy, la più europea del lotto "Promontory" dal retrogusto Kreator tornando a calcare territorio oltre oceanico con la successiva "Napalm Burn".

"Xenocide" dichiarerà poi il proprio concludersi infiammando ulteriormente le polveri con i pezzi posti in coda: dapprima il riffato pesante e rallentato nella parte centrale di "Thrashing Knights" per poi passare alla goliardia sprezzante e divertita di "Army Of Goats" ultimo atto dell'album.

Il gruppo si presenta con una prestazione che è un nulla di nuovo effettivo, mostra di avere conoscenza piena del genere e di possedere un cantante che sa usare la propria voce graffiando e tendendo all'acuto quando serve. I pezzi galleggiano bene conditi da assoli che ne segnano il trascorrere, è uno di quei dischi che gli amanti del thrash apprezzeranno di sicuro.

Niente finzioni o costruzioni di sorta, zero metalcore, solo tanta musica che guarda indietro con gli occhi di chi non vuole che le radici e quindi la vecchia scuola passino in secondo piano in un mondo metal sempre più inondato di plastica. Thrash On!!!

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