STEELWOLF – No One Gets Away

STEELWOLF – No One Gets Away

Informazioni
Gruppo: Steelwolf
Titolo: No One Gets Away
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Mighty Monster Records
Contatti: facebook.com/pages/Steelwolf/119047978112224
Autore: Mourning

Tracklist
1. Steelwolf
2. Chasin Reality
3. Long Time Comin
4. Prophecy Of Doom
5. Vital Signs
6. Armageddon
7. The Underground
8. Cloak And Dagger
9. Steelwolf [dal demo 2001]
10. Vital Signs [dal demo 2001]
11. The Underground [dal demo 2001]
12. The Rememberance Song

DURATA: 46:20

È proprio vero che quando si ama qualcosa non c'è nulla e nessuno che ti possa fermare. Gli statunitensi Steelwolf, provenienti da Greensboro in North Carolina, il metal lo adorano e chissà per quale motivo dal 1984, anno in cui iniziarono la loro attività, hanno dovuto attendere sino al 2012 per far uscire il loro debutto "No One Gets Away". Il disco peraltro da quanto si apprende leggendo internamente il libretto era già pronto nel 2004 e adesso viene arricchito dall'unica altra prova prodotta, il demo del 2001 contenente tre tracce.

La formazione è ultra stabile, tanto che l'ultimo innesto avvenne una decade fa, quando il cantante Cory Weaver prese il posto dell'uscente Jeff Neal (Dogbane), il resto del gruppo è composto dai compagni di una vita Warren Deatherage e John Harris alle chitarre, Paul Canham al basso e Johnny Tesh alla batteria. Gli americani suonano talmente classici, retrò e soprattutto naturali da sembrare realmente incastrati, in maniera piacevole, all'interno di un mondo fermatosi agli anni Ottanta e nel quale si esprimono tramite un suono crudo e genuino. Si tratta di una prestazione heavy metal massiccia, che per molti versi si affianca però maggiormente alle esecuzioni di stampo teutonico di gente come Steeler e Accept che a quelle "made in U.S.A.".

La chitarra ruggisce, gli assoli sono adrenalinici e non mancano i ritornelli che t'invitano al canto; l'inno posto in apertura "Steelwolf" e "Armageddon" sono parecchio convincenti sotto questo punto di vista. Canzoni come "Chasin Reality" e "Long Time Comin" invece se la cavano più che bene tirando fuori la grinta e sfoderando momenti particolarmente orecchiabili, in "Vital Signs" pare proprio di poter ascoltare reminiscenze dei Megadeth più heavy, mentre un brano come "The Underground" vira notevolmente, offrendo una via di mezzo fra sensazioni britanniche di stampo N.W.O.B.H.M. e l'America "on the road" con la "A" maiuscola. Ovviamente poi non sarebbe potuto mancare il pezzo lento e carico di pathos, "Cloak And Dagger è lì proprio per ricoprire quel ruolo.

Il disco è pura manna dal cielo, chiunque sia stanco di prestazione pseudo "vecchia scuola" e "infighettate" da produzioni troppo moderne e pulite, le quali pur definendone alla grande i vari suoni non mantengono vivo lo spirito libero che da sempre alimenta la natura del genere, troverà negli Steelwolf un porto sicuro. "No One Gets Away" comunque è lontano dall'essere definibile come "perfetto", ma è quella la sua vera forza, non è corrotto dall'evoluzione tecnologica, tiene fede al credo e al calore degli anni Ottanta.

Un po' di nostalgia dedicata a coloro i quali quel periodo d'oro lo hanno vissuto? Può darsi, però anch'io, che ero ancora troppo piccolo al tempo, ne rimango tuttora affascinato. Se è questo che volete, ascoltare musica che sia in possesso di quel fascino, allora dovreste proprio inserire l'album nel vostro stereo.

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