STELLAR MASTER ELITE – Stellar Master Elite

Informazioni
Gruppo: Stellar Master Elite
Titolo: Stellar Master Elite
Anno: 2011
Provenienza: Germania
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: myspace.com/stellarelite
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Circle
2. Vortex Void
3. Elyon
4. Ain Soph
5. Feed The Serpent
6. Prelude II

DURATA: 40:40

STELLAR MASTER ELITE - Stellar Master Elite Stellar Master Elite è un monicker che di sicuro fa riferimento alla song di “Thorns”, unico full della band norvegese di Snorre, in verità la realtà in questione è meno nordica, è teutonico il sangue che scorre nelle vene del duo che si cimenta in un black/doom atmosferico e sperimentale.
L’omonimo album di debutto, in alternativa conosciuto come “I”, contiene quaranta minuti di musica che attingono da più fonti metalliche, sono evidenti le influenze per dilatazione e cadenza del panorama legato al “destino” più nero, il riffing di natura quasi prettamente blackish con lievi accenni a fraseggi di matrice death e non si possono negare le presenze di componenti ambient a infittire le sensazioni già spesse e decadenti.
Musicalmente in più di una circostanza con l’entrata in campo della voce gli spettri dei Satyricon si fanno vivi, ascoltate “Vortex Void” interessante soprattutto per l’aspetto criptico creato da synth.
Le canzoni si mettono in risalto ognuna per qualità differenti: “Elyon” per le linee di voce più roche e un sound che diviene più greve e death-oriented, “Ain Soph” contrariamente è meno “estrema”, i synth acquisiscono terreno e fa la sua comparsa la voce femminile, sembra che una lenta evoluzione verso una dimensione diversa da quella iniziale vada delineandosi e la successiva “Feed The Serpent” conferma tale previsione spostando il tiro in ambito black-ambient. Le due fasi si alternano in più occasioni, la staticità non è compagna d’avventura degli Stellar Master Elite.
Purtroppo non è oro tutto ciò che riluce, il platter alle volte pare sconnettersi, le note fluiscono gradevolmente ma prive di una direzione precisa che le guidi, la voglia di andare oltre la forma canonica, qualità interessante dal puro punto di vista di chi ricerca prove che siano lontane da un semplice ripetere la lezioncina del passato, tende però a portare con sé qualche ombra sull’esposizione dei pezzi.
È un primo passo incoraggiante, la malleabilità sonora di “Stellar Master Elite” sarà di buona base per il futuro, gli amanti del black/doom potrebbero già da ora dare una chance a questi tedeschi, dite la vostra.

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