STERBENZEIT – L'Oltrenotte

STERBENZEIT – L’Oltrenotte

 
Gruppo: Sterbenzeit
Titolo: L'Oltrenotte
Anno: 2013
Provenienza: Italia
Etichetta: Immortal Frost Productions
Contatti:

Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. Tempo Di Morte
  2. Nel Tramonto Discese Lo Sguardo
  3. La Via Degli Sfavillii
  4. Sorgiva
  5. La Via Della Galaverna
  6. Teogonia
  7. L'Oltrenotte
DURATA: 44:28
 

Un black metal fosco, indistinto e ruvido è quello che la formazione trevisana degli Sterbenzeit mette in mostra nel suo secondo album. "L'Oltrenotte" è un concept dedicato al superamento della condizione umana, tanto nietzschiano nelle premesse quanto depressive nei suoni; quel depressive di scuola teutonica, però, che richiama parecchio Nyktalgia e Sterbend più che Xasthur e I Shalt Become.

Urla strazianti e brani estremamente omogenei cui tuttavia viene aggiunta una punta di nostalgia grazie a una (sotto)produzione niente affatto fredda e asciutta, ma magmatica e frusciante, in cui i singoli strumenti si mescolano e si perdono. I riff e le melodie funzionano e pur non inventando nulla scorrono piacevoli, trascinando l'ambiente nel proprio vortice di disagio e sofferenza; allo stesso modo mid-tempo e accelerazioni che sprizzano aria di Norvegia degli albori (la conclusione di "Nel Tramonto Discese Lo Sguardo", "Sorgiva") vengono avvicendante con padronanza della materia. "La Via Della Galaverna" va anche oltre, riuscendo a piazzare un riff dai tratti importanti, dalle venature quasi epiche. Proprio questo mescolarsi di soluzioni rende "L'Oltrenotte" un disco apprezzabile tanto da chi è più avvezzo ai suoni di una volta quanto dai blackster più tristi e autolesionisti, a loro agio con atmosfere relativamente più compassate e "da camera".

In conclusione, una menzione merita l'apparato testuale (completamente pubblicato nel corposo libretto, corredato tra l'altro da una grafica di Francesco Gemelli, regolare collaboratore della I, Voidhanger), interamente in italiano, ma non solo: ai testi è stata data un'impostazione più ricercata, quasi aulica, che — nonostante risulti un po' forzata — aggiunge all'album un interessante livello di interiorizzazione ulteriore. Un prodotto per completisti, certo, ma da parte di una formazione con diverse frecce al proprio arco.

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