STIGE – Skar(N)ification

STIGE – Skar(N)ification

Informazioni
Gruppo: Stige
Titolo: Skar(N)ification
Anno: 2012
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: facebook.com/pages/Stige/116218328367
Autore: Mourning

Tracklist
1. This Is War
2. Zumungu The Priest
3. The End Of Day
4. Macabre Strength
5. The Naive Eyes Of Death
6. Infamous Beast
7. 72 Hours
8. Skar(N)ification

DURATA: 34:52

Il nome degli Stige gira nell’underground nostrano da una decade circa, dopo il primo demo “Vortex” nel 2006 era arrivato l’ep “Christmorphosis” nel 2009 e con cadenza triennale adesso è finalmente possibile ascoltarne il debutto ufficiale “Skar(N)ification”.
La formazione pugliese negli anni ha subito parecchi cambi di line-up ma il timone è sempre stato saldamente mantenuto dal fondatore Peppone Eramo che per la serie “chi la dura, la vince”, con i compagni Marcello e Gigi alle chitarre, Antonio al basso e Marco dietro il microfono, ha confezionato ha confezionato “Skar(N)ification”, disco che qualsiasi amante del death metal troverà sicuramente piacevole.
L’influenza della scuola statunitense ha un peso influente nelle composizioni, il marchio di fabbrica di formazioni quali Cannibal Corpse e Six Feet Under legate entrambe alla figura di Chris Barnes, si parla degli esordi anche perché i secondi hanno impiegato una vita per riprendersi dopo aver prodotto album infimi grazie all’ultimo “Undead”, è più volte riscontrabile all’interno del platter, così come sprazzi di Suffocation e Obituary (i passaggi sui tom molto in stile Tardy di “Macabre Strengh”, “Infamous Beast” e il lead in di “In The Naive Eyes Of Death” ne sono buoni esempi) sono disseminati infoltiscono di brutalità e groove la tracklist. In trentacinque minuti, la durata perfetta per un disco di questo tipo, non si avvertono cali di tensione e vengono inanellati pezzi di buonissima fattura uno dietro l’altro.
Gli Stige sono convincenti sia quando fanno ruotare la loro musica attorno a ritmi blandi e decadenti, cosa che avviene in episodi come “The End Of Day” e per una gran parte anche in “The Naive Eyes Of Death”, sia nel momento in cui in cui pestano violentemente e con decisione, con l’opener “This Is War” ottima rappresentante dello stile di pensiero che punta dritto al bersaglio, per la serie “ti meno adesso senza pensarci due volte”.
La spontaneità e la genuina ingenuità della composizione efficacemente diretta e spogliata di qualsiasi fronzolo superfluo, il ritornello che ti rimane in testa, non ditemi che quello di “Macabre Strenght” non vi fa quest’effetto, l’atmosfera generale di “Skar(N)ification” densa e oppressiva, con tocchi d’horror nell’inquietante “72 Hour”, e l’ottima prestazione di Marco che sfodera un growl gutturale e animoso sono tutti elementi che si pongono a conferma dell’interessante e completa prova fornita dalla band.
La vecchia e solita storia torna nuovamente a galla, fossero stati americani o svedesi sarebbero entrati in un roster importante, avrebbero già calcato chissà quanti palchi esteri, li avremmo trovati un po’ dappertutto e senza farci troppo domande, invece sono italiani, il disco se lo devono autoprodurre e sperare che qualcuno punti su di loro: vogliamo ancora negare il fatto che spesso e volentieri veniamo messi in secondo (o terzo, quarto) piano?
Per tutti coloro che dopo anni e anni di militanza lamentano ancora, ingiustamente, l’assenza di formazioni death metal valide nel Belpaese, gli Stige schiantano in faccia questo bel lavoro, vogliamo piangerci addosso? Facciamolo, però almeno proviamo a dare realmente spazio alle realtà della nostra Penisola, avendo la consapevolezza che esistono e producono del metal realizzato come si deve.

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