STILLBORN – Los Asesinos Del Sur

 
Gruppo: Stillborn
Titolo: Los Asesinos Del Sur
Anno: 2011
Provenienza: Polonia
Etichetta: Ataman Productions
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TRACKLIST

  1. Overture .966
  2. Hymn Of Destruction
  3. Diamonds Of The Last Water
  4. Antonym
  5. Son Of The Holy Motherfucker
  6. Blood And Dust
  7. Kot Wolanda
  8. Los Asesinos Del Sur
  9. Stillborn II (Singularities Of The Ordinary Vulgar Boor)
  10. Whore Of The Whores
DURATA: 31:16
 

Polacchi, intitolano i loro dischi con frasi in spagnolo e scelgono l'inglese spesso e volentieri per i testi dei pezzi: chi sono? Gli Stillborn. La corazzata formata da membri ed ex di Hell United, Genius Ultor, Preludium e Deception è ormai nota ai fan della scena death metal e con "Los Asesinos Del Sur" ci troviamo ad ascoltare il quarto album che arricchisce ulteriormente la loro discografia.

La pecca di molte della formazioni cosiddette minori è quella di soffrire — o se volete rimanere ingabbiate — delle influenze di gruppi più noti, in questo caso la tipologia di sound scelta dal quartetto è riconducibile a gente come Vader, Azarath, Behemoth e qualcosa degli austriaci Belphegor. Le canzoni sono brevi, cariche di rabbia e blasfemia, veloci e indiavolate tanto da risultare in alcuni cambi anche sin troppo spinte. Il disco è un panzer che tira diritto per la propria strada, travolgendo tutto e tutti. Ci riesce particolarmente bene in pezzi come "Hymn Of Destruction", classico esempio di death-black metal di stampo polacco al 100%; è discreto nei rallentamenti atmosferici di "Son Of The Holy Motherfucker"; è preciso e lascia il segno al pari di un colpo di frusta nella militaresca "Blood And Dust" (che non si fa mancare il cliché ad effetto con quel «six six six» che preannuncia l'attacco vocale) e in "Los Asesinos Del Sur", praticamente assassina e subdola, meno arrembante di altri episodi ma fornita di un umore più nero e denso.

Il disco alla fine dei conti non fa più di tanto, si limita a svolgere una sorta di compitino che le compagini «made in Poland» potrebbero far uscire anche in due giorni. Escludendo i brani citati, il resto risulta essere abbastanza prevedibile, potrei forse aggiungere sul piatto della bilancia i valori positivi di "Kot Wolanda", il cui riffato particolare riesce in parte a tenere banco, tuttavia il tiro si sposta di poco. La produzione è solida ma allo stesso tempo fangosa, la potenza esplosiva in parte viene risucchiata e l'impatto finale ne risente non poco, peccato.

Gli Stillborn proseguono coerentemente il cammino. Vi piace il death metal proposto dai signori citati nel testo? Conoscevate già il loro modo di suonare e comporre? Allora ascolterete "Los Asesinos Del Sur", apprezzandone quel che c'è di buono e facendolo ovviamente a volume più che elevato.

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