Stjärnfält - Lapporten | Aristocrazia Webzine

STJÄRNFÄLT – Lapporten

Gruppo: Stjärnfält
Titolo: Lapporten
Anno: 2022
Provenienza: Svezia
Etichetta: Avantgarde Music
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TRACKLIST

  1. Kebnekaise
  2. Bruskleden
  3. Polarsken
  4. Séracs
DURATA: 35:13

Dall’Australia alla Svezia, dal cosmo siderale agli sconfinati, bellissimi e desolati spazi del Paese scandinavo. Il percorso fisico e artistico del polistrumentista M., mente dietro il progetto Stjärnfält, si può condensare in questi due passaggi che portano dal debutto Ascension — uscito in maniera indipedente un paio di anni fa — al suo successore Lapporten, con l’approdo su Avantgarde Music.

Le analogie tra i due lavori si ritrovano nella struttura del disco (quattro tracce per poco più di mezz’ora di durata) e nel genere, che riprende la miscela di black metal e tastiere gelide e digitali, decisamente lontane dai tappetoni del black atmosferico più stereotipato. Rispetto al debutto, però, qui la dimensione è molto più terrena: i brani di Lapporten — che già di suo ha una connotazione geografica, essendo il nome di una suggestiva formazione montuosa nella Lapponia svedese — sono il frutto del peregrinare di M. e giustappongono le sensazioni che si provano davanti alla natura selvaggia e incontaminata del nord della Svezia.

È così che nasce “Kebnekaise”, lunga quasi un quarto d’ora, che prende il nome dalla cima più elevata del Paese e funge da vetrina per l’approccio compositivo di Stjärnfält: una contrapposizione netta tra il black più tradizionalista ma comunque carico di melodia e aperture più luminose, un’azzeccata rappresentazione dell’intento del musicista anche se povero di originalità. Quel qualcosa in più, come detto, è dato dalle tastiere che non spingono verso il black atmosferico, ma aggiungono un elemento artificiale che crea un contrasto interessante con il resto. Ciò è più evidente in “Bruksleden” (la traccia più allineata agli stilemi black) e soprattutto in “Polarsken”, mid-tempo che potrebbe coinvolgere discretamente a seconda dei gusti. La conclusiva “Séracs” strizza infine l’occhio al symphonic, con un numero indefinito di stratificazioni sonore che però aggiungono troppa carne al fuoco.

Non so esattamente il motivo per cui M. si sia trasferito dalla sua Australia alla Svezia, tuttavia i ghiacciai, le aurore e le lande del nord Europa esercitano indubbiamente un grande fascino su certe sensibilità. L’intento di Stjärnfält, mettere in musica il contrasto tra la loro bellezza incontaminata e la loro desolazione, si concretizza nell’alternanza di momenti bui e altri più luminosi, ma Lapporten resta un prodotto da sufficienza abbondante e nulla più, non mostrando particolare originalità nella sua componente più black. D’altra parte è comunque destinato a una certa nicchia di ascoltatori che sguazzano nelle contaminazioni elettroniche più esplicite.