STONE BLIND – Phoenix

STONE BLIND – Phoenix

Informazioni
Gruppo: Stone Blind
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/stoneblindband
Autore: Mourning

Tracklist
1. We Are The Heresy
2. Follow The Winter
3. Damned Poetry
4. Rejection
5. There’s No Reason

DURATA: 20:58

STONE BLIND - Phoenix La formazione pugliese degli Stone Blind con già alle spalle un ep nel 2008 dal titolo “Hidden Visions” dopo un paio di cambi in line-up è adesso pronta per ridar fuoco alle polveri.
Il 2010 oltre aver consolidato la formazione che adesso vede oltre il trio di veterani composto dalla cantante BlindSu, dalla chitarrista Ireth e il batterista Amedeo l’apporto al basso di Tony Harris e di un altro chitarrista, Ivan Beast, ha portato con sé la pubblicazione di un lavoro dal titolo emblematico di “Phoenix”.
Il mitologico volatile noto per la sua facoltà capace di farlo rinascere ogni volta dalle proprie ceneri è il simbolo più adatto a quello che rappresenta un nuovo corso musicale.
Cinque brani che superano di poco la ventina di minuti mostrano la band in piena forma e anche se sullo space si parla di “Graft Metal” teso a concettualizzare il pensiero irruento dei ragazzi che non si barrica dietro una sola e precisa direzione sonora, la vitalità e il tipo di emozioni che vengono espresse si collocano a cavallo fra il punk, la scena darkwave anni Ottanta e spruzzate di heavy.
Di lati positivi i ragazzi ne hanno molti iniziando dal fatto che i brani sono composti con buona perizia e arrangiati con cura non maniacale ma quel tocco giusto che faccia la differenza lo si percepisce specialmente nel lavoro svolto dal basso, sanno proporsi con varianti intriganti dalla tendenza al celtico che caratterizza l’opener “We Are The Heresy” alla più scura e dark punk “There’s No Reason” dov’è la voce suadente di BlindSu a fare da traino supportata da chitarre in pieno stile eighties passando per la coinvolgente naturalezza di un episodio catchy, svenatamente catchy, come “Damned Poetry” faranno si che il breve tempo in loro compagnia vi volerà via come fosse nulla.
Certo è che qualche peccatuccio forse nel tentativo di fare più del dovuto costa qualcosina, se ancora in “Follow The Winter” gli scatti vocali frenetici e graffiati sono adatti (ma ancor più lo è la scelta suadente nel finale) l’unica che soffre di un’accoppiata base/voce che non quadra sembra essere “Rejection” in alcuni frangenti forzata, un po’ una Tarrie B (My Ruin/Tura Satana) ma non proprio centrata, aggressiva e cattiva ma che personalmente mi ha poco convinto.
Strumentalmente i ragazzi sono sicuri, scelte non eccessivamente complicate ma dirette a colpire l’attenzione attirandola verso sé, l’immediatezza è una qualità che fa piacere riscontrare in un mondo come quello della musica che spesso si perde dietro troppi ghirigori.
Già maturi e pronti per un collaudo definitivo che possa portarli verso lo step successivo, gli Stone Blind sono una realtà da seguire con interesse e d’attendere al varco, per chi ama non ascoltare sempre un solo genere possono rappresentare anche una valida alternativa.

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