STONE OAK COSMONAUT – Into The Multiverse

STONE OAK COSMONAUT – Into The Multiverse

Informazioni
Gruppo: Stone Oak Cosmonaut
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Autore: Mourning

Tracklist
1. She Is My Interstellar Cow
2. Cosmonaut No. 6 (Valentina Tereshkova)
3. Fly Into The Light
4. Starman
5. Under A Dead Moon
6. The White Sun Of The Desert
7. The Vessel
8. Captain’s Seat
9. No One Here Will Die
10. The Multiverse
11. Telescope

DURATA: 57:22

Band proveniente dall’Olanda gli Stone Oak Cosmonaut, gente che con gli anni Settanta, stoner e lo space sound si danno del tu come fossero figli della stesso tempo.
Se il primo disco “Out Of Orbit” aveva già impressionato per una qualità compositiva e atmosfere stupende, con il nuovo “Into The Multiverse” rilasciato quest’anno sempre tramite la via dell’autoproduzione sono riusciti non solo a bissare ma a offrire anche qualcosa in più.
L’album infatti è una perla, cos’è lo spazio se non un infinito deserto? E’ questo che sembrano voler dire, i brani suonano come un connubio fra la parte più acida della Palm Desert Scene dopo che gli stessi si son fatti non so quale viaggione a base di Pink Floyd e Hawkwind.
Alcuni passaggi hanno un fattore dispersione mentale così elevato da riportare alla mente i trip che solo i Tangerine Dream del periodo che va da “Green Desert” a “Stratosfear” sapevano evocare, si parla di capolavori.
Altra cosa che spicca è come una vena Motorhead attraversi alcune tracce come “Fly Into The Light” invitando pure alla scapocciata libera, per non parlare della titletrack “Into The Multiverse” suddivisa in sette capitoli che vedono inizio con “Starman” e si concludono con “The Multiverse”, un’esplosione galattica, le varie influenze in seno alla band prendono corpo e forma propria alimentate dalla prova strumentale che dimostra una classe innata e dalla vocalità del cantante assolutamente fantastica nell’evocare quel senso d’infinito che pulsante si espande all’interno dei brani.
Bellissime le accelerate che portano i ritmi e le emozioni in altra dimensione, cosa ci sarà d’attendersi un buco nero che ci inghiottirà da un momento all’altro?
Gli echi spaziali inseriti a più riprese vi faranno sentire come un astronauta in orbita, lì sospeso, galleggiante in quel mare sconfinato.
Sarà forse per questo che è venuto loro in mente di dedicare a Valentina Tereshkova, la prima donna che orbitò a bordo del veicolo russo Vostok il 6 giugno del 1963, il pezzo “Cosmonaut No.6” uno degli episodi più interessanti di questo “Into The Multiverse”.
Se amate lo stoner spacey e il rock psych non ci sono scuse che possano evitarvi di venir incontro a braccia aperte verso un lavoro simile, supportate gli Stone Oak Cosmonaut in cambio avrete tanto ma tanto piacere musicale.
Contattateli e fatelo vostro senza indugi.

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