STONEBIRDS – Time

 
Gruppo: Stonebirds
Titolo: Time
Anno: 2017
Provenienza: Francia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. I
  2. Sacrifice
  3. Blackened Sky
  4. Only Time
  5. Shutter Part I
  6. Shutter Part II
  7. Animals
  8. II
DURATA: 55:43
 

In una giornata un po' meh, quando non è che sei proprio soddisfatto di come vada la vita, col freddo, il buio, l'umore sotto le suole delle scarpe che ti trascinano a forza fuori di casa nell'aria dicembrina, è bello tornare in cameretta e avere un album come "Time" che ti aspetta.

Caldo, arioso, delicato eppure robusto e compatto allo stesso tempo, con un sacco di cose da raccontare nell'arco della sua ora scarsa e un sacco di modi per farlo, il terzo disco degli Stonebirds è proprio bello. La band bretone è ormai attiva da quasi un decennio, e appena dopo l'uscita del debutto "Slow Fly" ha trovato la quadratura del proprio cerchio, arrivando a una formazione a tre che continua stabilmente a sopravvivere ancora oggi, e con un affiatamento tutt'altro che comune. La grande alchimia dei Nostri è resa ancora più evidente dal fatto che l'intero album è registrato in presa diretta e che il risultato è assolutamente inappuntabile.

Nonostante la mole di contenuti, "Time" è un disco preciso, con un capo, una coda e una (lunga) serie di (tante) cose che si avvicendano al suo interno e che non vanno mai fuori fuoco. Fin dalle prime note di "I", gli Stonebirds chiariscono che non è nel loro interesse andare dritti, cazzeggiare con le chitarrone e basta: fuzz e delay e fader si rincorrono su ampi spazi piani tinteggiati delle cuspidi dei riff, i tempi sono sempre compassati e ragionati, alle volte molto ragionati, con cambi di tempo e di tono inaspettati. Nella sola "Only Time" ci sono almeno cinque diversi umori, situazioni e deviazioni, e come sempre in questi casi la difficoltà maggiore è riuscire a far convivere tutto, dare coerenza all'insieme, e i Francesi sono dei veri e propri maestri nel prendere elementi tra i più disparati, metterli insieme e far suonare tutto tremendamente naturale.

Un po' Baroness, un po' Kyuss, un po' Kylesa (quelli belli), ma soprattutto tanto Stonebirds. Ottimi sotto tutti i punti di vista.

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