STONED JESUS – First Communion

 
Gruppo: Stoned Jesus
Titolo:  First Communion
Anno: 2010
Provenienza:  Ucraina
Etichetta: Solitude Productions
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TRACKLIST

  1. Occult
  2. Red Wine
  3. Black Woods
  4. Falling Apart
DURATA: 40:15
 

Si può parlare di doom-stoner e non nominare i Black Sabbath? Credo sia quasi impossibile soprattutto quando l'influenza del gruppo viene palesata a più riprese sia nel riffing, sia nell'esecuzione vocale. Gli ucraini Stoned Jesus arrivano al debutto dopo due demo incise nell'anno passato con un "First Communion" che del verbo di Ozzy, Tony, Geezer e Billy fa il proprio comandamento. Le divagazioni blues e psichedeliche inserite all'interno del disco anche quando s'inaspriscono, tendendo al suono dei più odierni Electric Wizard e Reverend Bizzarre, mantengono quel rapporto intimo e genuino con la creatura anni Settanta.

Quattro tracce per quaranta minuti di musica composta con semplicità, non vi è un gran numero di riff che si sussegue, puntano su un incedere che fa del lento e quieto andare una caratteristica dominante. Il disco si apre con "Occult" contenente uno dei giri più caldi e desertici ricollegabile agli Slow Burn, si anima soprattutto quando la vitalità stoner entra a far parte attivamente della sua essenza per poi riprendere il suo corso naturale e allentato, ascolto che fornisce le basi su ciò che incontreremo successivamente sia come atmosfere, sia per quanto riguarda l'esposizione delle canzoni.

"Red Wine" è il capitolo più breve, solo cinque minuti, ma che conquistano dal primo secondo. Il viaggio a ritroso nel tempo è una costante da mettere in conto con un on air di tale fattura. La traccia è orecchiabile e molto radiofonica, potrebbe tranquillamente essere mandata in rotazione nelle varie emittenti se le nostrane in maniera particolare non fossero tarate per soddisfare il quoziente intellettivo di un possibile partecipante di Amici. È invece estremamente più corposa invece "Black Woods" che ci mostra come gli Stoned Jesus che più che seguire le orme di chi, come i Count Raven, ha offerto ottime prove appesantite del versante sabbathiano, si cimentino con un classico che ha nel rock, blues e incursioni tendenti a evocare la psichedelia space le proprie fondamenta, certo è che una dinamica più varia e un riffing più pungente alle volte potrebbero esser d'aiuto nel vivacizzare e dare respiro a una forma compositiva che talvolta sembra chiudersi a riccio non slanciandosi quando necessiarmente ne avrebbe di bisogno.

Porta a conclusione il viaggio "Falling Apart", nebbiosa, una "nenia" blues che esalta quel concetto occultista che la band ha preso a proprio riferimento, voci femminili che parlano del loro Signore e non è quello che risiede nell'alto dei cieli. Per le tematiche trattate dai testi un collegamento ai Coven, mitico act fine anni Sessanta primi Settanta, è più che considerabile, in fondo gli Stoned Jesus sono quanto di più apprezzabile un amante delle sonorità stoner-rock oriented possa cercare.

"First Communion" è un buon disco, uno dei tanti che ormai circolano nel fluido e impazzante mondo musicale dedicato a questo genere, un debutto che fa intravedere delle ottime possibilità future per la produzione di lavori ancor più interessanti e fuori dalla media. Il nome è da seguire con attenzione.

 

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