STONED MACHINE – Human Regression

Informazioni
Gruppo: Stoned Machine
Anno: 2011
Provenienza: Italia
Etichetta: Alkemyst Fanatix
Contatti: www.myspace.com/stonedmachine
Autore: Mourning

Tracklist
1. Intoxication
2. Back To Live In Me
3. If You Can
4. Bed Of Sin
5. Ocean
6. Shut Up
7. Out Of My Way
8. Fire In My Hands
9. Listen To The Wind
10. Human Regression

DURATA: 55:10

Gli Stoned Machine sono una band ravennate di stoner/rock, di gavetta i ragazzi dal 2003, anno della loro nascita, sino a questo 2010 ne han fatta, tanti live, qualche demo che circolava per far girare il nome e la soddisfazione nel 2004 d’aver aperto il concerto per uno dei grandi del mondo desertico, Brant Bjork, storico batterista dei Kyuss ormai da un po’ impegnato col suo progetto solista.
“Human Regression”, album di debutto del quartetto, è il coronamento degli sforzi fatti sino a questo momento, inutile dire che i cardini sonori siano quelli che chi come il sottoscritto ama il genere non può non conoscere, si parla dei già citati Kyuss, i Black Sabbath, una vena grungettona che non guasta alleggerendo talvolta il carico e rendendolo più malinconico quando serve e a contorno una sferzata di heavy nei momenti più arcigni.
La formazione è matura, è arrivata conscia delle proprie possibilità e con un bagaglio artistico che le ha permesso di creare dieci brani coinvolgenti, equilibrati che con riff ossessivi e un drumming monolitico svolgono il compito assegnato nel migliore dei modi.
Impossibile negare che pezzi quali l’opener “Intoxication”, “If You Can”, “Ocean”, “Bed Of Sin” (ero convinto d’ascoltare “Welcome To Sky Valley”) e la conclusiva titletrack abbiano quella trazione adatta a farti aprire il frigo, prendere una bionda, salire in sella alla moto e lanciarti a velocità in autostrada (peccato l’Italia non abbia la sua “Route 66” ma una Salerno – Reggio Calabria da incubo che potrebbe rappresentare una discreta Death Valley).
Non ci sono grosse pause e momenti allentati ad esclusione di un’unica e significativa canzone che basta e avanza per dimostrare come gli Stoned Machine sappiano farci anche in tal senso: “Listen To The Wind” molla gli ormeggi solcando un mare in cui la sabbia lascia il posto a un cielo stellato, esoterica ed evocativa attinge dalle sensazioni più ombrose e vogliose di vivere la notte nascondendosi dalla calura che il sound desert classicamente emana.
Non ho nessuna critica da muovere a un disco come “Human Regression”, possiede una produzione moderna e ben fatta, la prestazione musicale del quartetto è quanto di meglio si possa chiedere a chi suona questo stile, al limite mi sento di mandare un bel vaffa alle grandi stazioni radiofoniche, alle case discografiche e alle classifiche nostrane che non permettono ai gruppi italici validi di emergere, gli Stoned Machine meriterebbero d’avere più visibilità, spero quindi abbiano almeno il supporto dei fruitori appassionati, se amate il genere è un acquisto che vale la pena di fare.

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