STORMHAVEN – Exodus

 
Gruppo: Stormhaven
Titolo: Exodus
Anno: 2017
Provenienza: Francia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Exodus Part 1: The Emerging Ghost
  2. Exodus Part 2: The Crystal Gate
  3. Exodus Part 3: The Celestial Eye
  4. Mirror Of Revelation
  5. Eclipse
DURATA: 55:08
 

Il panorama delle autoproduzioni è cambiato e in meglio. Non credo che quanto affermato sia per voi una novità: sono certo abbiate letto più volte sulle nostre pagine pareri positivissimi riguardanti pubblicazioni di tale settore, ma ricordarlo non fa male. Per l'occasione l'assist mi è stato fornito dall'album di debutto dei francesi Stormhaven, intitolato "Exodus".

Il quartetto transalpino si presenta più che bene sia per quanto riguarda la parte grafica, curata dagli Above Chaos Studio (Tsjuder, KampfarInquisition e Moonsorrow), sia per la resa sonora, con la produzione a opera dei DismalSound Studio e il masteting affidato ai Conkrete Studio (The Great Old Ones e Otargos). Gli Stormhaven propongono un death metal progressivo moderno, altamente incline a favorire gli aspetti melodici, ricercati e atmosferici, che sicuramente attinge a piene mani da una serie di nomi noti; si potrebbero tirare in ballo per esempio gli Opeth quanto certi aspetti dell'evoluzione compiuta da gente come The Faceless e Arkaik, i Death e i Symphony X. Al tempo stesso dimostrano di essere dotati di una maturità compositiva e di un gusto ben più che gradevoli.

I cinque brani sono articolati, corposi e di durata medio-estesa, con sezioni più complesse e ritmicamente severe che cedono il posto a momenti di pura esplorazione. Il basso risulta pulsante e vivace, la voce (sia in growl che pulita) calibrata in maniera tale da enfatizzare i vari stati d'animo, mentre il perdurante ed estensivo lavoro di tastiera impreziosisce l'incedere generale.

Come scritto poco più su, siamo dinanzi a una prestazione tutt'altro che innovativa; tuttavia, ascoltando "Exodus" è possibile comprendere quanto gli Stormhaven si siano calati in questo panorama, riuscendo a far proprie molte delle peculiarità che ne contraddistinguono le produzioni. Hanno dato alla luce cinquantacinque minuti di musica in cui tecnica e melodia convivono con risultati soddisfacenti e che, pur possedendo qualche lievissimo calo e un paio di soluzioni non proprio imprescindibili o dallo sviluppo un po' troppo prevedibile, scorrono con più che discreta disinvoltura. Buona la prima!

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