STORMHAVEN – Liquid Imagery

Gruppo:Stormhaven
Titolo:Liquid Imagery
Anno:2019
Provenienza:Francia
Etichetta:Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. A Wayward Course
  2. The Storm
  3. Tides
  4. Starless Night
  5. Contemplation
  6. Sirens
  7. Abyss
  8. Aurora
  9. Vesper
  10. Echoes
DURATA:01:01:03

Sul finire del 2017 avevo accolto positivamente il debutto discografico dei francesi Stormhaven, Exodus era un album derivativo che si faceva comunque apprezzare per fluidità e maturità. A distanza di quasi due anni, ecco il secondo atto intitolato Liquid Imagery, che uscirà ufficialmente solo il 30 gennaio 2019.

Per l’occasione si potrebbe fare un discorso simile a quello intrapreso per i finlandesi Pressure Points: partendo da una serie di peculiarità e schemi derivanti dal death metal progressivo e più raffinato, entrambe le realtà infatti hanno realizzato una seconda uscita di maggior spessore rispetto ai già ben più che sufficienti albori discografici. In questo caso la mistura di death e progressive assume una consistenza meno psichedelica e settantiana rispetto al gruppo di Heinola, eppure le melodie e la voce pulita li accomunano non poco.

Come i Pressure Points, anche gli Stormhaven giocano la propria partita basandosi su brani discretamente articolati, ricchi di cambi di tempo e dalla durata non poi così contenuta, basti prendere in considerazione i colossi “Sirens” ed “Echoes” con i loro rispettivi nove e dodici minuti. D’altra parte la formazione francese calca la mano, specialmente in un paio di circostanze, sulla componente più estrema del suono, dando così vita a una scaletta che sfodera grinta e capacità tecniche (come negli episodi già citati e nello strumentale “Contemplation”), mantenendo tuttavia tratti leggiadri e una semplicità che appare talvolta inattesa (egregiamente rappresentata da “Starless Night”, dal vissuto largamente acustico).

Liquid Imagery è una prova modellata con buon gusto e accortezza, da parte di una band che riesce a ritagliarsi un piccolo spazio vitale attraverso una prestazione accattivante e convincente, pur evidenziando ancora chiaramente i dischi e gli artisti influenti per il proprio immaginario, iniziando dagli Opeth e passando per una serie di nomi noti, molti dei quali già tirati in ballo nella recensione precedente.

In definitiva, gli Stormhaven continuano a lavorare sodo e a crescere, compiendo piccoli passi che fanno ben sperare in previsione di una terza opera che sia pienamente matura. Suggerisco pertanto agli appassionati del genere di tenerli d’occhio e offrire una chance a Liquid Imagery. Buon ascolto!

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