STORMHOLD – The Lost World

 
Gruppo: Stormhold
Titolo: The Lost World
Anno: 2014
Provenienza: Bielorussia
Etichetta: Total Metal Records
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TRACKLIST

  1. Wind Of Freedom
  2. Another Day
  3. The Understanding Of Truth
  4. Eyes In The Eyes
  5. Our Blood's On The Cross Of War
  6. The History Pages
  7. Inside My Mind [traccia bonus, con Eugeniy "Johan" Lavskiy]
DURATA: 35:14
 

La Svezia degli anni Novanta possiede a tutt'oggi un numero elevatissimo di ammiratori e i bielorussi Stormhold ne fanno parte. Il sestetto proveniente dalla città di Gomel è in giro da poco più di una decade, ha al proprio attivo il demo "2050" (2003), il debutto "Negative Infinity" (2006), l'ep "Eyes In The Eyes" (2013) e nel 2014 ha dato vita alla seconda prova di lunga durata intitolata "The Lost World"; ed è proprio di quest'ultima che vado a occuparmi.

Il death metal melodico di cui la band è fautrice si rifà a quello proposto da formazioni quali In Flames, Dark Tranquillity, Soilwork, Arch Enemy e in minima parte At The Gates: quanto prodotto da queste realtà potrebbe di per sé darvi un'idea decisamente completa di come suonano i brani del disco. L'impostazione delle canzoni è quindi decisamente nota all'orecchio, risultando alle volte anche sin troppo amichevole; a esempio in occasione dell'ingresso della voce pulita melensa in "Another Day" e nel lentone dal retrogusto Edge Of Insanity "Inside My Mind", al quale prende parte anche l'ugola dell'ospite Eugeniy "Johan" Lavskiy. Altre volte invece è improvvisamente appesantita dall'indurimento del riffato e dal cambio di passo ritmico maggiormente sostenuto, come in "The Understanding Truth". Tali scelte vengono poi riversate in maniera discretamente convincente in tracce fornite sia di una componente d'impatto decisa come "Eyes In The Eyes" e "Our Blood's On The Cross Of War" che di un carico atmosferico scuro ed esteso per opera delle mai ingombranti tastiere riscontrabili nella più carica di groove "The History Pages".

"The Lost World" è un album che alterna spada e fioretto, un buon lavoro che — pur essendo paragonabile a una goccia d'acqua in un mare i cui fondali sono stati scandagliati nella sua interezza — trova comunque il modo di rendersi interessante grazie a una prestazione avvincente dei chitarristi Vyacheslav Gasakov e Dmitry Michailov, bravi nel ricoprire il ruolo ritmico e quello solista, e di un altrettanto valida prova offerta dal cantante Alex Gasakov, che si poggia sul pezzo con il dovuto peso e la dovuta grinta, sfoderando un growl aggressivo. Gli Stormhold si rivolgono a tutti coloro i quali sono ancora famelicamente affamati di M.D.M. e se siete fra questi si metteranno di certo a vostra disposizione.

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