STORMLORD – Hesperia

Gruppo:Stormlord
Titolo:Hesperia
Anno:2013
Provenienza:Italia
Etichetta:Trollzorn Records
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TRACKLIST

  1. Aeneas
  2. Motherland
  3. Bearer Of Fate
  4. Hesperìa
  5. Onward To Roma
  6. Sic Volvere Parcas
  7. My Lost Empire
  8. Those Upon The Pyre
DURATA:44:38

Dopo aver solcato il Mediterraneo come novelli Ulisse, naufraghi fra storia e miti antichi dei popoli di quel bacino nel precedente Mare Nostrum, gli Stormlord trovano un ormeggio sicuro nel poema che racconta le leggendarie origini della stirpe romana: l’Eneide (precisamente la prima parte). Esperia infatti è il nome col quale i Greci definivano anticamente l’Italia, meta del viaggio intrapreso da Enea, posta a occidente rispetto alla loro terra, cioè dove tramonta il sole («vesper» significa «sera»). Per compiere questa narrazione il sestetto calca la mano sulla componente epica del proprio suono, rallentando le ritmiche e accentuando alcuni elementi già utilizzati nel disco del 2008.

L’ago della bilancia dell’extreme epic metal dei Capitolini pende ora dal lato più eroico, proseguendo idealmente l’opera di quella maestosa “Mare Nostrum” che apriva il disco eponimo e prolungandola sulla lunga distanza, dall’introduttiva “Aeneas”, degna erede in quanto a pathos e sentimento, alla conclusiva summa “Those Upon The Pyre”. Hesperia risulta così — anche per la necessità di seguire un preciso copione — molto più compatto e coeso, forte di un’atmosfera più omogenea e cinematografica, grazie all’ottimo lavoro di arrangiamento delle orchestrazioni da parte di Riccardo Studer, mai gratuitamente pomposo.

A tenere alto il vessillo dell’estremo è viceversa Cristiano Borchi, che alterna il suo classico scream acuto e leggermente gracchiante con un growl pieno, da anni marchio di fabbrica, rimanendo sempre intellegibile e fornendo una solida linea di congiunzione col passato. Spesso viene poi supportato dagli innesti puliti di Volgar dei Deviate Damaen (oltre a quelli di Giancarlo Caprino) e dal canto lirico di Elisabetta Marchetti, che enfatizzano la tensione di vari passaggi.

Tutto questo non significa però che Bucci e soci abbiano rinunciato a utilizzare i differenti colori che da sempre hanno composto la loro tavolozza artistica, solo che questa volta sono messi totalmente al servizio dell’epicità: vale per la calda voce di Gianpaolo Caprino (qui relegata unicamente al finale), per il tocco moderno e sperimentale sotto forma di innesti elettronici che pervade Hesperia, per le potenti chitarre eredità di At The Gates Of Utopia (“Motherland”) e per gli accenti mediterranei del folclore ricreati dalle percussioni tradizionali (darbouka, doholla, udu), dai liuti (saz e mandola) e dalle benas (primitivo strumento a fiato legnoso) in “Motherland” e “Onward To Roma”; quest’ultima trascinante nel proprio ritornello. In “My Lost Empire” invece, brano scelto come anticipazione del disco, emerge l’anima di un passato più lontano per gli Stormlord, dove David Folchitto può finalmente pestare più liberamente sulle pelli.

Hesperia merita un cenno più approfondito, poiché al primo impatto potrebbe far storcere il naso a causa della sua essenza sintetica, ma col passare degli ascolti sale decisamente di tono e grazie all’ispirato testo totalmente in italiano a opera di Francesco Bucci assurge al ruolo di piccola perla che spicca per la propria unicità. Vista la qualità di scrittura e la capacità di coinvolgimento, a mio parere non andrebbe scartata a priori l’idea di utilizzare la lingua di Dante in misura assai maggiore, come vero tratto distintivo. Vale poi la pena citare la presenza di estratti dal primo libro dell’Eneide in “Aeneas” (cantata in latino), contenenti fra l’altro il celebre proemio che tanti avranno studiato al liceo: «Arma virumque cano…».

Personalmente sono soddisfatto da Hesperia, perché è da tanto che aspetto un disco interamente epico da parte degli Stormlord, dimensione nella quale ritengo abbiano da sempre offerto il loro meglio. Parlando in maniera più oggettiva, tutto è al proprio posto in questo album: grafica, storia narrata, produzione e prova strumentale sono di livello, frutto di un gruppo maturo e affiatato. Difficile chiedere di più, per me è da top 5 del 2013.

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