STREAMS OF BLOOD – The Descent To The Source Of Disorder

 
Gruppo: Streams Of Blood
Titolo: The Descent To The Source Of Disorder
Anno: 2011
Provenienza: Germania
Etichetta: ARTicaz / Ketzer Records
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TRACKLIST

  1. The Sense
  2. Deepest Abyss Of My Soul
  3. Fullmoon Era
  4. Chaos Returns
  5. New World Order
  6. Speak With The Serpents
  7. The Punishment
  8. Final Journey
DURATA: 37:11
 

Gli Streams Of Blood sono una compagine teutonica attiva dal 2009 che ha sinora prodotto l'ep "Antilife" e questo suo primo album "The Descent To The Source Of Disorder". Si tratta di un'opera sulfurea e ortodossa legata ai classici stilemi del black metal: tirate al fulmicotone, fraseggi melodici taglienti e animo battagliero capace di trovare attimi in cui rifocillare le membra prima dell'ennesima ripartenza sparata. A dirla proprio tutta non c'è nulla di nuovo ed è questa la forza del disco.

Il riffato è esplosivo, il gruppo tira spesso dritto per dritto e nel suono ci sono un po' di Svezia e la carica di certe nette posizioni Endstille. Chiaramente rimanere volutamente impantanati nel fango della vecchia scuola è una scelta attitudinale. Si passa dal più classico dei mid-tempo scanditi in "The Sense" alle malsane scansioni in velocità di "Chaos Returns" e "New World Era", mentre sono fascinose l'aura sinistra sprigionata da "Speak With The Serpents" quanto l'alta fruibilità che percorre "Deepest Abyss Of My Soul" e "Final Journey".

Al lavoro insomma non manca davvero niente, ma come di frequente si usava dire nei giorni della "leva": "tutto a posto e niente in ordine". Questo detto calza a pennello su "The Descent To The Source Of Disorder", perché formalmente parlando la prova strumentale e quella vocale non hanno di che farsi rimproverare, sono cattive, marce e rappresentano perfettamente ciò che i blackster vogliono essere. Forse le dinamiche di sviluppo delle canzoni avrebbero goduto di una maggior varietà, tuttavia l'assalto venefico costante sembra compiacere le malsane intenzioni della band.

La pecca è quindi relegata all'ambito di una scelta di coerenza che annullante la ricerca di una propria personalità, a favore di una solidità e di una coscienza sonora che legano con forza la band alla visione classica dello stile. Molti potrebbero a esempio etichettare il disco come "un compitino ben fatto e nulla più", ma se non ci fossero gli operai quale cantiere andrebbe avanti?

La produzione è invece ben più che discreta, poiché permette soprattutto all'operato di batteria di sfogarsi irruento e la resa in generale è alquanto efficace. Non è pulitissima ed è anche giusto che sia così.

"The Descent To The Source Of Disorder" rispecchia la volontà di non scendere a compromessi che spinge questi tedeschi, quindi se siete dei famelici ascoltatori e acquirenti di musica che metta di lato ciò che è odierno a favore del passato, troverete negli Streams Of Blood degli alleati. In caso contrario evitateveli.

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