STRIBORG – Mysterious Semblance

Gruppo:Striborg
Titolo:Mysterious Semblance
Anno:2004 / 2018
Provenienza:Australia
Etichetta:Satanath Records / Death Portal Studio
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TRACKLIST

  1. A Sour Pale Ghostly Dawn
  2. Mysterious Semblance Of Spectral Trees
  3. Dark Storm Brooding / Lightning In The South
  4. Looming Black Apparition
  5. The Ghostly Pallid Hand Of Fear
  6. As Sad As A Cemetery In The Winter Darkness
  7. The Screaming Winds
  8. Lurking The Murky Damp Forest
  9. Loneliness…
DURATA:01:18:25

Sono anni che mi chiedo se Sin Nanna ci sia o ci faccia, se il progetto Striborg sia qualcosa di geniale oppure uno fra i più grossi bidoni che la musica estrema abbia mai partorito. Ogni tanto provo ad ascoltare le opere dell’artista tasmano e rimango sempre perplesso dal susseguirsi di trovate geniali accostate a soluzioni davvero indegne, passando da atmosfere di desolazione e alienazione a situazioni senza alcun senso.

La stessa commistione di emozioni ed esternazioni altalenanti si ripresenta anche dopo il nuovo incontro con Mysterious Semblance, lavoro del 2004 ristampato lo scorso anno da Satanath Records, coadiuvata dall’americana Death Portal Studio. Nella nuova veste grafica, la copertina originale è divenuta parte integrante dell’immagine sul retro, mentre il libretto presenta la traduzione dei testi in lingua russa, operazione probabilmente dedicata in primis ai connazionali di Aleksey Korolyov, boss dell’etichetta che ha ottenuto i diritti per ripubblicare sul mercato russo anche vari dischi di Burzum.

Probabilmente Mysterious Semblance è uno dei migliori album di Sin Nanna e a titolo personale quello con cui ho da subito avuto maggior feeling insieme a Spiritual Catharsis. La consistenza ambientale in grado di attanagliare l’animo di “Mysterious Semblance Of Spectral Trees” e le melodie bizzarre, capaci di lasciare sgomenti, presenti in “Looming Black Apparition” consentono di resistere sia alla cacofonia, alle volte esageratamente insensata, che al grezzume annidati in composizioni semplici, dal riffing tutt’altro che memorabile e spesso cicliche a livello ritmico (qualcuno potrebbe anche dire noiose).

Tralasciando le buone impressioni donate da una parte del comparto atmosferico, sinceramente non saprei davvero quale motivazione offrire per indurvi a conoscere o approfondire l’enorme discografia di Striborg. Gettarsi istintivamente e senza alcun pregiudizio all’ascolto sarebbe quindi l’unico, e forse il più adeguato, modo per provare a comprendere se il personale e solitario percorso tracciato dal musicista australiano faccia al caso vostro. Dopo svariati anni e passaggi nello stereo, io non l’ho ancora capito, perciò di tanto in tanto mi cimento nell’impresa.

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