STRIFE – Witness A Rebirth

STRIFE – Witness A Rebirth

Informazioni
Gruppo: Strife
Titolo: Witness A Rebirth
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Holyroar Records
Contatti: facebook.com/Strifelosangeles
Autore: Mourning

Tracklist
1. Torn Apart
2. Carry The Torch
3. Show No Mercy
4. No Apologies
5. The Distance
6. Never Look Back
7. In This Defiance
8. The Burden
9. Look Away
10. Face Your Failures
11. End Of Days
12. Life Of Death

DURATA: 28:32

Gli Strife sono un pezzo di storia dell’hardcore, entrati a far parte del roster della gloriosa Victory Records, pubblicarono soltanto due album, ma divenuti fondamentali (“One Truth” e “In This Defiance”) per poi sciogliersi. L’etichetta allora mise sul mercato la solita operazione commerciale sotto forma di compilation intitolata “Truth Through Defiance” per mantenere vivo l’interesse, e poi… Poi il corso degli eventi mutò nuovamente, gli statunitensi tornarono in circolazione con un terzo capitolo intitolato “Angermeans”, per eclissarsi ancora una volta per ben undici anni. Questa pausa, forzata o meno, questo non ci è tenuto saperlo, li ha condotti a dar vita a “Witness A Rebirth” in collaborazione con la Holyroar Records.
Ora viene da chiedersi: cosa sarà successo? In fin dei conti però cosa ce ne importa, l’hardcore di Rick Rodney e soci è rimasto immutato, duro, cattivo e spigoloso.
Ovviamente i fan di vecchia data potranno sin da subito pensare a un tentativo di recuperare il tempo andato a puttane sfruttando l’ennesimo richiamo al passato che conta, può darsi, il disco è però compatto, senza compromessi e classicamente “stradaiolo”. Le caratteristiche del genere sono rimaste integre e pezzi quali “Torn Apart”, “Carry The Torch”, “Show No Mercy” e “The Burden” viaggiano alla grande; se sommiamo a essi le collaborazioni efficaci con Billy Graziadei dei Biohazard in “Never Look Back”, Scott Vogel dei Terror in “Look Away”, l’assolo donato gentilmente da Mark Rizzo dei Soulfly in “In This Defiance” e Igor Cavalera nel ruolo di batterista d’eccezione, solido e dirompente, tutto questo complesso di note positive fa del disco un ascolto da “porto sicuro”. Del resto è difficile che una band del calibro degli Strife potesse toppare e un po’ di autocompiacimento è presente e ci sta tutto.
La voce di Rodney (che insieme all’idolo assoluto Billy Gibbons invidio per il suo barbone fantastico) è più greve, forse meno acida, ma senz’altro ruvida quanto e come serve, mentre la produzione di Nick Jett (Terror, Rotting Out e Backtrack) è ottima.
In pratica questo “Witness A Rebirth” è un ritorno che non delude le attese e, pur attestandosi al di sotto dei lavori fondamentali del gruppo californiano, si fa inserire nello stereo con piacere. Hardcore per chi vive hardcore, ben tornati ragazzi!

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