Stroszek - About All The Bad Days In The World | Aristocrazia Webzine

STROSZEK – About All The Bad Days In The World

Gruppo: Stroszek
Titolo: About All The Bad Days In The World
Anno: 2023
Provenienza: Italia
Etichetta: Hypnotic Dirge Records
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TRACKLIST

  1. Awkward
  2. Fall Of ’94
  3. Scrap Wood
  4. Reality Check
  5. Sidetracked
  6. The Stoppin’ Off Places (The Walkabouts)
  7. Some Waiting Room
  8. Guess What?
  9. Any History Of Heartbreak
  10. Wasn’t Really Gone
  11. The Beast Who Dreams Of Man
DURATA: 40:23

Il dolore e la sua percezione sono qualcosa di molto personale, che sfugge al nostro controllo e può spingerci alle azioni più disparate, oppure al contrario alla completa assenza di esse. Può avere come conseguenza una stasi fisica ed emotiva profonda, ma anche un’incontrollata iperattività, non siamo davvero in grado di prevederlo in anticipo. Eppure, da un malessere che ci dilania la carne e la psiche può nascere anche una malinconica, sensibile e delicata bellezza, come dimostra About All The Bad Days In The World.

Il nuovo album di Stroszek vede ufficialmente uno spiraglio di luce nel dicembre 2023, dopo undici dolorosi anni di buio e fasi di scrittura e registrazione avvenuti in momenti e luoghi diversi. I brani sono tasselli di puro struggimento, che messi insieme regalano un mosaico variegato in cui si esplora il personale paesaggio di emozioni di Claudio Alcara (già nei noti Frostmoon Eclipse).

Con Stroszek, i cui primi vagiti risalgono al 2007, Claudio si discosta completamente dal black metal per cimentarsi nella soffusa intimità di un neofolk fortemente influenzato da gothic rock, blues e cantautorato di matrice statunitense — con successo, sento di dover aggiungere in veste di ascoltatrice del progetto da qualche tempo. Ricordo di essere rimasta colpita inizialmente dalle atmosfere soffuse e dalle linee vocali quasi sussurrate, probabilmente l’influenza dei Frostmoon Eclipse aveva creato in me aspettative diverse, tuttavia non c’è mai stata delusione nello scoprire che mi stavo addentrando in un territorio molto più personale. About All The Bad Days In The World mantiene le stesse caratteristiche, ma riesce anche a risultare strumentalmente e atmosfericamente molto più ricco di sfumature e variegato rispetto ai suoi predecessori.

Tra i brani particolarmente degni di nota credo di dover citare “Sidetracked”, che vede alla voce Henri Koivula (Shape Of Despair, Throes Of Dawn), “Scrap Wood” e le sue sonorità che ricordano tantissimo gli Antimatter di Planetary Confinement, insieme alla cover “The Stoppin’ Off Places (The Walkabouts)” e “The Beast Who Dreams Of Man” per la presenza di percussioni, altrimenti per la maggior parte del tempo assenti in About All The Bad Days In The World. Il filo rosso dell’inquietudine e del malessere che lega tutti i pezzi tra loro è innegabile, ma ognuno di essi è dotato di una propria anima e ciò acquisisce ancora più senso se si tiene a mente, di nuovo, che il disco è stato scritto nell’arco di undici tormentati anni.

Ascoltare Stroszek si rivela un balsamo per l’anima ferita, non il sale che la fa bruciare. Sapere che qualcuno su questo spietato e freddo pianeta ha condiviso o ancora condivide un dolore che ci sembra familiare lo rende forse più sopportabile, dandoci l’impressione di non essere del tutto soli. Restiamo comunque esseri sofferenti, ma portatori di un’empatia che ci impedisce di restare indifferenti alle brutture del mondo, senza lasciare che il tormento ci causi un’assuefazione tale da renderci insensibili. C’è un tempo per ogni cosa, e quello di About All The Bad Days In The World è adesso, né prima, né dopo.