STYGIAN – Fury Rising

STYGIAN – Fury Rising

Informazioni
Gruppo: Stygian
Anno: 2010
Etichetta: Mortal Music 2010
Autore: Mourning

Tracklist:
1. Suffer Patiently
2. Fury Rising
3. Crimson Sand
4. My Regret
5. One More Shot
6. Last Redemption
7. Unstrung Hero
8. Fear, The
9. Glass Legacy
10. Fever Slide

DURATA: 48:52

Il metal non ha sempre bisogno di essere duro e spigoloso per regalare soddisfazioni agli ascoltatori, ci sono band che riescono a far convivere una sana attitudine al genere combinandola con scelte apertamente semplici come piglio, offrendo un’alternativa piacevole all’orda estrema che avanza costante. Gli Stygian sono una formazione americana giunta al traguardo del secondo full, con questo “Fury Rising” è evidente che non inventano nulla traendo ispirazione da più fonti, si notano le influenze dei Metallica come quelle di gente come Godsmack o il grunge/heavy degli Alice In Chains, riescono però nell’impresa di farle quadrare senza diventare monotoni e monotòni.
Dieci brani carichi di un appeal semplice e diretto indicato a chi ha voglia di godersi una birra e parlare con amici seduti in tranquillità accompagnati da un sottofondo che non sia moscio.
Hanno la capacità di fondere il mainstream con delle scelte chiaramente legate al metal del passato rendendo piacevoli all’orecchio episodi quali “Fury Rising” (che da titolo all’album), la ballad “My Regret” slanciata in un finale vivacizzato dall’esecuzione di un bel solo e da un riffing che altera la sua movenza iniziale, “Last Redemption” dove echi di Alice In Chains si odono nel pre e nel chorus e un’accoppiata formata da “Unstrung Hero” e “Glass Legacy” energiche e dotate di buon piglio, lasciando a “Fever Slide” ancora di richiamo cantrelliano la chiusura del platter.
La formazione è agevolata nel creare delle canzoni che colpiscono grazie a un lavoro di chitarra non innovativo ma ispirato (anche in fase solistica) e da una prestazione vocale che sa quando esser ficcante e incisiva o dolciastra e ricercata centellinandosi ed evitando di strafare.
Un disco che farà storcere il naso agli integralisti incalliti, connubio musicale che invece appassionerà chi ha voglia di un facile ascolto dalle qualità spiccate ma che non ha bisogno di particolare attenzione se non quella del metterlo su e via, vi coinvolgerà pian piano con l’aumentare delle volte che lo inserirete nel vostro stereo.

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