SUBHUMAN – Profondo Rozzo

SUBHUMAN – Profondo Rozzo

Informazioni
Gruppo: Subhuman
Anno: 2009
Etichetta: Maple Metal Records
Contatti: www.myspace.com/subhumanweb
Autore: Mourning

Tracklist
1. Profondo Rozzo
2. Nata Troia
3. Trenta Denari
4. Mafia
5. Odio Chiama Odio
6. Babbo Fatale
7. Il Bersagliere Ha 100 Penne
8. Infamia & Potere
9. 1110 Giorni

DURATA: 35:36

SUBHUMAN - Profondo Rozzo Il thrash italiano anno dopo anno acquista punti, le formazioni riportano a galla quella genuina attitudine del: “colpisco e faccio male senza pensarci troppo” e crescono portando a casa buoni risultati.
Il debutto ufficiale dei pisani Subhuman era uno di quelli che si aspettavano al varco, “Delirio N.1” aveva fatto intendere che le carte in regola ci fossero e le tante esibizioni live hanno rafforzato un lavoro di squadra che ha portato alla nascita di “Profondo Rozzo”.
Decisamente spinte e frequentemente al limite col death, le nove tracce contenute nell’album sono un esempio di violenza fuoriuscente da composizioni curate, non solo per quanto riguarda l’aspetto della dinamica d’impatto, ma anche da una buona fluidità tecnica e solistica che ne arricchisce il valore.
Che siano dei provocatori e i testi puntino sull’esser irriverenti vi basterà leggere i titoli in tracklist per rendervene conto, la scelta di cantare in italiano, trademark sin dagli esordi, è rimasta immutata anche se entrare a contatto con le parole pronunciate dal buon Fabrizio “Zula” Ferzola non è sempre facile data la sua “foga” devastante che lo rende un’arma letale nelle fasi urlate ancor più di quelle in cui punta su tonalità più basse.
Analizzare in track by track è per chi scrive solo uno spreco di tempo, “Profondo Rozzo” è uno di quei dischi da metter su e godersi attendendo che il filotto di cui è formato arrivi alla fine per darsi il tempo di ricaricare le batterie e ri-lanciarlo on air, certo è che ascoltare una Laura Panerai nell’intro di “Nata Troia” fa sempre un certo effetto (a chi non conoscesse la tizia in questione, beh, la ricerca su google risulterà alquanto semplice).
“Trenta Denari”, “Odio Chiama Odio”, “Babbo Fatale” sono tutti assalti a spron battuto dove oltre la già citata prestazione di valore del cantante va menzionato il discreto assemblamento ritmico delle asce Matteo Buti e Elia Murgia che se la cavano tutt’altro che male nelle divagazioni solistiche che forse con qualche fraseggio ricercato in meno e un’attenzione focalizzata su varianti più solide in fase di costruzione delle basi avrebbero offerto una prova maiuscola al 100%. Questa pecca sembra anche colpire il comparto motore nel quale il batterista Francesco Micieli, una vera macchina da guerra, una volta che prende il là, forse per mantenere una quadratura oppurtuna a coadiuvare l’assetto chitarristico, cade talvolta nel proporre soluzioni già applicate in antecedenza mentre il basso di Fabien Marangio, ormai ex sostituito da Federico Fulceri, abile nel seguire e interagire con il drumming martellante.
Complessivamente è di un disco più che soddisfacente che si sta parlando, “Profondo Rozzo” non può che essere un ascolto gradito per chi ama il thrash/death grezzo e ferale, non per questo i Subhuman devono ritenerlo un punto d’arrivo, al contrario è un felice punto di partenza da cui intraprendere il percorso più adatto per dar vita a un successore che sia ancor più devastante.
In attesa di ciò, se non l’aveste ancora messo nella vostra lista della spesa, mi sa che il momento è arrivato.

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